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La terza tranche di finanziamento del piano di ristrutturazione aziendale del Casinò de la Vallée è stato il tema affrontato con un’interrogazione a risposta immediata posta dal gruppo Union Valdôtaine Progressiste nella seduta consiliare del 25 luglio 2018.

Il Capogruppo di UVP, Jean-Claude Daudry, ha ricordato che la legge regionale 7/2017 ha previsto un trasferimento in conto capitale alla Casa da gioco di Saint-Vincent per 14 milioni di euro per il 2017 e per 6 milioni per il 2018, al fine di consentire il raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario e il recupero della redditività aziendale: «Visto l’approssimarsi della scadenza della terza tranche, ossia il 31 luglio 2018, e viste anche le preoccupazioni manifestate dai dipendenti dell’azienda Casinò e delle comunità locali più in generale, ci chiediamo quali siano le intenzioni del Governo regionale in merito.»

L’Assessore alle finanze, Stefano Aggravi, ha riferito che «ad oggi, in vista dell’assemblea convocata per venerdì, che dovrebbe procedere all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2017, non risultano disponibili i documenti di bilancio medesimi in forma completa e formalizzata secondo le disposizioni di legge; inoltre, la relazione trimestrale sullo stato di attuazione del piano di ristrutturazione è stata trasmessa il 13 luglio scorso, a seguito di sollecitazione da parte dell’Assessorato, e negli scorsi giorni al Consiglio stesso. Ricordo che la relazione doveva essere trasmessa entro il 30 giugno. Questa situazione non consente allo stato attuale di poter procedere prima di tutto con l’esame e l’approvazione del bilancio, ma soprattutto con le necessarie valutazioni funzionali all’erogazione della terza tranche del finanziamento del piano di ristrutturazione. Tale considerazione, se da una prima lettura può sembra – forse per alcuni osservatori – un banale trinceramento dietro a dei numeri, al contrario rappresenta il corretto modus operandi che l’Amministratore che deve erogare tale tranche deve tenere: informarsi, analizzare e decidere.»

L’Assessore Aggravi ha poi citato alcuni aspetti della relazione trimestrale: «Dall’analisi di confronto tra il prospetto contabile al 31 marzo e il piano alla stessa data, i dati economici e patrimoniali della società sembrano risentire dello stato di tensione finanziaria attraversata dal Casinò derivante dall’allungamento dei tempi delle trattative con le banche e dalle maggiori difficoltà, rispetto alle originarie previsioni, nel reperimento della nuova finanza. Inoltre, si rileva un andamento dei ricavi operativi non ancora a regime, soprattutto per la lentezza dell’entrata a regime di altre forme di ricavi, anche per le evoluzioni del settore giochi in Italia. In ultimo, sono posti in evidenza alcuni punti di maggior rilievo che dovranno essere coltivati dal management della società per permettere la completa esecuzione del piano: ottenere affidamenti bancari adeguati alle esigenze, procedere alla rivisitazione delle azioni strategiche di business, monitorare il trend dei ricavi, aggiornare le previsioni di piano valutando di considerare anche diverse soluzioni, rispetto a quelle sino ad oggi considerate, relative all’organizzazione e struttura delle fonti finanziarie.»

«Allo stato attuale – ha concluso l’Assessore Aggravi – qualsiasi considerazione in ambito, senza un’analisi corretta e approfondita dei dati definitivi di bilancio non va a beneficio in primis dell’azienda. Per questo motivo è importante avere prima i dati finanziari e solo in un momento successivo sarà possibile effettuare una valutazione adeguata in merito, con riferimento anche ai dati finanziari aggiornati a giugno 2018.»

Il Consigliere Daudry, nella replica, ha puntualizzato che «dalla relazione, che anche noi abbiamo sviscerato, risultano tre aspetti fondamentali: i dati sono critici, la società ha avuto difficoltà a reperire mutui sul mercato e c’è una baisse di ricavi. Su di una questione così importante, trovarsi alla vigilia del 31 luglio per sentirsi dire che manca la documentazione, è un fatto grave e che non condividiamo. Noi ritenevamo che le priorità di governo dovessero portare a chiedere con la necessaria urgenza all’Azienda tutta la documentazione necessaria: non è solo una questione tecnica, qui bisogna prendersi una responsabilità politica per dare una risposta concreta ad un settore che è in fibrillazione.»

 

 

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