Nel consiglio comunale del 7 luglio a Casalgrande (RE) è stato approvato all’unanimità il regolamento per il contrasto, la prevenzione, la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico nonché delle problematiche e delle patologie correlate.

“Risiede nel comune di Casalgrande il 13% degli utenti con problematiche nell’area gioco d’azzardo in carico al servizio dell’unione dei comuni Tresinaro Secchia. La realtà che emerge dai dati ha portato il comune a recepire le leggi nazionali e regionali attraverso questo regolamento, inteso sia come mezzo utile a creare sensibilizzazione e consapevolezza del problema, sia come strumento per tutelare la comunità, limitare costi sociali ed economici, salvaguardare l’ordine pubblico, tutelare la quiete della comunità” ha spiegato l’assessore Alessia Roncarati.

Il regolamento prevede che “per l’apertura di nuove sale giochi, sale scommesse, di nuovi spazi per il gioco e per il trasferimento e/o l’ampliamento di quelli esistenti, così come per le nuove installazioni di apparecchi per il gioco lecito di cui all’art.110, comma 6 del TULPS, si dovranno rispettare le seguenti regole, in riferimento a quanto previsto nell’articolo 6, dalla l.r. 4 luglio 2013, n. 5 e a quanto pubblicato in data 06/10/2017 dalla Regione Emilia Romagna.

Distanza minima di 500 metri da:

Istituti Scolastici di ogni ordine e grado – L’asilo nido va considerato un servizio sociale-educativo per la prima infanzia e non un istituto scolastico. Fanno parte, invece, del sistema di istruzione la scuola dell’infanzia (o scuola materna), la scuola primaria (o scuola elementare), la scuola secondaria di primo grado (o scuola media inferiore), la scuola secondaria di secondo grado (o scuola media superiore) a cui si aggiunge la Formazione professionale che concorre all’assolvimento dell’obbligo scolastico (v. il sistema regionale di Istruzione e Formazione professionale). Completa il sistema, fuori dall’obbligo scolastico, l’Università con le sue sedi. Ai fini della tutela della salute non fa differenza la natura pubblica, paritaria o privata della Scuola.

Luoghi di culto – Si intendono quelli formalizzati e riconosciuti ufficialmente. Il Comune ha però facoltà, come già detto, di aggiungere altri luoghi di culto ritenuti sensibili per quel territorio. Non vanno considerati luoghi di culto i cimiteri, a parte quelli che ospitano una chiesa aperta al pubblico per manifestazioni religiose e di culto. Non sono luoghi di culto i luoghi di preghiera liberamente organizzati dai partecipanti o centri religiosi non ufficialmente riconosciuti come luoghi di culto.

Impianti sportivi – Si intendono gli impianti censiti come tali dal punto di vista urbanistico, aperti al pubblico, che ospitano federazioni associate al CONI o federazioni olimpiche, che organizzano eventi con richiamo di pubblico. Sono da considerare anche le palestre scolastiche e le palestre comunali date in concessione ad associazioni per organizzare attività sportive. Sono escluse palestre private e altri luoghi che offrono attività sportive ai soci (es. scuola di ballo).

Strutture residenziali e semiresidenziali in ambito sanitario o sociosanitario – Si intendono gli ospedali e tutte le strutture, residenziali o semiresidenziali, sanitarie o socio sanitarie per: anziani, disabili, persone con patologie psichiatriche, con dipendenze patologiche, con AIDS, minori con patologie neuropsichiatriche, le comunità educative per minori, gli hospice e gli ospedali di comunità. Si intendono quelle pubbliche e quelle private. Non sono luoghi sensibili i poliambulatori, i servizi sanitari territoriali, le Case della Salute (a meno che non vi abbia sede una delle strutture sopracitate).

Strutture ricettive per categorie protette – Si intendono case famiglia, gruppi appartamento, appartamenti protetti e altre strutture di accoglienza senza finalità assistenziali per minori e soggetti fragili (ad esempio, case vacanza per anziani, per minori, condomini solidali ecc.).

Luoghi di aggregazione giovanile ed oratori – Si intendono quelli che offrono in modo strutturato e permanente attività o attrezzature di richiamo per minori/ adolescenti. In questa prospettiva non si ritiene che un campo o una piazza, che siano luogo di ritrovo informale di giovani, possano essere considerati luoghi sensibili, fatta salva la potestà del Comune di decidere diversamente sulla base di considerazioni locali. Per oratori si intendono le forme organizzative con cui le parrocchie e gli enti religiosi offrono il loro contributo alla promozione dell’infanzia, degli adolescenti e dei giovani.

Teatri e biblioteche non sono di per sé luoghi sensibili, ma è facoltà del Comune indicarli come luoghi di aggregazione giovanile.

a. nei nuovi spazi per il gioco, le apparecchiature per il gioco di azzardo devono essere collocate in modo da non essere visibili dall’esterno del locale ed in un settore dedicato dello stesso, l’accesso al quale deve essere vietato ai minori di anni 18;

b. per l’insediamento dell’attività deve essere garantito il rispetto degli standard urbanistici previsti dai vigenti strumenti urbanistici e dalle normative di settore, in relazione anche alla destinazione d’uso dei locali;

c. non è consentita l’installazione degli apparecchi di cui all’articolo 110 comma 6 del TULPS in aree (pubbliche o private) site all’esterno dei locali, sede dell’attività (ad esempio nei dehors);

d. dovranno essere rispettati i limiti di rumorosità interna ed esterna previsti dalle vigenti disposizioni normative in materia, anche mediante eventuale insonorizzazione dei locali;

e. oltre a quanto previsto dal presente articolo, sono fatti salvi tutti i requisiti previsti dalla legge per lo svolgimento dell’attività, quali i requisiti morali del richiedente, i requisiti igienico-sanitari ed urbanistico – edilizi dei locali, la sorvegliabilità degli stessi ed il rispetto delle vigenti disposizioni in materia di prevenzione incendi;

f. è consentita la rappresentanza nell’espletamento dell’attività, purché il rappresentante sia in possesso degli accertati requisiti soggettivi necessari per ottenere l’autorizzazione prevista dagli articoli 11 e 12 del TULPS;

1. Le regole di cui al comma 1, in relazione alle disposizioni di cui alla l.r. n. 5/2013, non si applicano ai giochi ed apparecchi di cui all’articolo 110 comma 7 del TULPS.

2. L’esercizio delle attività di cui al presente titolo è vietato:

a) negli immobili di proprietà del Comune, che opererà inoltre affinché analogo divieto venga introdotto con riferimento agli immobili delle società partecipate dello stesso;

b) nei chioschi su suolo pubblico.

3. Nel caso in cui tali attività fossero presenti in immobili locati o concessi dall’Amministrazione, non si procederà al rinnovo del contratto alla prima scadenza di legge, se non previa l’integrale rimozione delle stesse dagli immobili. Il Comune provvederà a redigere e ad aggiornare di anno in anno l’elenco dei luoghi sensibili.

Per prevenire e contrastare il fenomeno del gioco d’azzardo patologico e della ludopatia fra i minori ed i soggetti deboli, l’apertura al pubblico ed il funzionamento delle sale da gioco e degli spazi per il gioco ove sono installati apparecchi di intrattenimento e svago con vincita in denaro, di cui all’articolo 110, comma 6, del TULPS collocati nelle sale giochi autorizzate ex articolo 86 del TULPS e in altre tipologie di esercizi sempre autorizzati ex articolo 86 del TULPS (bar, ristoranti, rivendite tabacchi, esercizi commerciali, ricevitori lotto) e/o autorizzati ex articolo 88 del TULPS (agenzie di scommesse, negozi da gioco, negozi dediti esclusivamente al gioco) dovranno essere regolamentati successivamente all’approvazione del presente regolamento da apposita ordinanza sindacale così come stabilito dall’articolo 9 del TULPS, per motivi di pubblico interesse, a tutela della sicurezza urbana, dell’ordine pubblico, della viabilità e della quiete pubblica”.

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