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Il Codacons analizza i dati sul gioco in Calabria pubblicati dall’Agenzia Dogane Monopoli. “Abbiamo preso in esame quello che, secondo il Ministero, è lo ‘speso fisico’ – sostiene Francesco Di Lieto – ovvero la spesa effettiva data dalla differenza tra quanto giocato e quanto vinto, calcolato sul gioco ‘fisico’. La somma che i calabresi hanno visto volatilizzarsi inseguendo il sogno di una vincita che possa cambiar loro la vita, è di 462.558.176,20 euro. E dal calcolo sono escluse le giocate online che rappresentano il 30% delle scommesse ed il gioco illegale che, secondo le stime della Direzione nazionale antimafia, rappresenta almeno il 20% del business legale. Un fenomeno che in Calabria rappresenta complessivamente un costo complessivo di 750 milioni”.

“Analizzando questi dati – spiega ancora il Codacons – viene fuori come ogni famiglia calabrese spenda ben 574,36 euro l’anno per le scommesse legali. Se poi consideriamo anche le giocate on-line e quelle illegali, in mano alla ‘ndrangheta, secondo le stime del Codacons, ogni famiglia calabrese finisce per spendere circa mille euro l’anno. Uno stipendio buttato in fumo”.

“Sono dati inquietanti, soprattutto in considerazione delle condizioni economiche della nostra regione – prosegue Di Lieto – che ci spingono a parlare di una vera e propria emergenza ludopatia. Le preoccupazioni derivano sia dalle evidenti infiltrazioni della criminalità e sia per i rischi alla salute dei cittadini. Sono sempre più frequenti, infatti, le tragedie che provoca la dipendenza dal gioco”.

Per questi motivi il Codacons sollecita le questure di Catanzaro, Reggio Calabria, Cosenza, Crotone e Vibo Valentia, affinché adottino provvedimenti urgenti a tutela dell’ordine pubblico e della salute dei cittadini.

“Invochiamo una lotta senza quartiere – aggiunge il Codacons – contro il gioco d’azzardo per fronteggiare quella che viene definita come un vero e proprio allarme sociale. Sono necessari urgenti controlli a tappeto, per far si che vengano rispettati i divieti per i minorenni e l’obbligo previsto dalla legge sull’informativa, per quanto riguarda i rischi ai giocatori. Non è possibile lasciare abbrutire disperati dinnanzi le slot machine a qualsiasi ora del giorno e della notte, con ripercussioni tragiche sia sui rapporti che sui bilanci familiari. Alla luce di questi dati – conclude la nota del Codacons – la posizione dell’Agcom in favore della lobby dei giochi e contro il divieto di pubblicità al gioco, appare sempre più deplorevole”.

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