“Non è accettabile l’equiparazione ai fini della sospensione di tasse e contributi, senza limiti di fatturato per le sale da gioco e i centri scommesse, riconoscendo loro un regime fiscale analogo a quello di chi opera nella cultura e nel turismo”. E’ il commento della senatrice UdC Paola Binetti.

“L’emergenza sanitaria si intreccia sempre più strettamente con l’emergenza economica, come conferma la complessità del Decreto Cura Italia, di cui nessuno però ha ancora potuto vedere l’ultima versione. Sembra che sia in attesa della bollinatura finale prima di poter essere pubblicata e anche in quest’ultimo miglio ci sono cose che potrebbero cambiare. È già successo altre volte ad opera di manine misteriose, per cui nessuno si azzarda a intervenire finché non c’è la versione in GU. D’altra parte la manovra ha orizzonti così vasti, che è lecito chiedersi dove attingerà il governo le risorse indispensabili da quelle per la sopravvivenza a quelle per lo sviluppo del Paese. Si tratta di cifre che moltiplicano almeno per 10 le somme previste nelle comuni leggi di bilancio! Tra fondi europei attesi con moderata speranza, ricorso alla avanzo primario del nostro Paese, toccherà alla creatività dettata dal bisogno rivedere l’impianto fiscale , per tagliare dove è necessario e forzate dove si può. Non c’è dubbio che le politiche fiscali avranno una oscillazione bipolare.”
”Se alleggerire il carico fiscale che pesa sulle famiglie e sulle piccole e medie imprese è d’obbligo e potrebbe assumere carattere strutturale e non meramente episodico, aumentare l’onere fiscale a carico dell’industria del gioco d’azzardo e del tabacco dovrebbe essere tanto naturale da non dover richiedere ulteriori spiegazioni. Il gioco impoverisce il Paese e il fumo lo fa ammalare due fattori di criticità pesantissimi per la salute individuale e pubblica. Chi fuma muore più facilmente anche di coronavirus. Per questo l’apertura dei tabaccai era apparsa fin dall’inizio ambigua e non convincente. Al contrario avrebbe dovuto essere uno dei primi luoghi da chiudere proprio perché nuoce gravemente alla salute. Oggi poi scopriamo perfino che nel Decreto Cura-Italia giochi e sigarette sono trattati alla stessa altezza dei beni culturali, per cui ci aspettiamo che prima o poi le tabaccherie rivendicheranno diritti analoghi a quelli dei Musei. Non è accettabile l’equiparazione ai fini della sospensione di tasse e contributi, senza limiti di fatturato per le sale da gioco e i centri scommesse, riconoscendo loro un regime fiscale analogo a quello di chi opera nella cultura e nel turismo.
È oggettivamente schizofrenico non distinguere tra ciò che nuoce alla salute e ciò che rappresenta un fattore di protezione. Il coronavirus sta impegnando tutto il SSN in uno sforzo gigantesco di rafforzamento preventivo proprio in mancanza di vaccini e di cure specifiche. Le dipendenze di ogni tipo, compreso gioco e fumo, vanno contrastate perché riducono le difese immunitarie di un soggetto. L’aumento della pressione fiscale a monte, riversata sulle grandi aziende internazionali può rappresentare un forte deterrente per scoraggiare i consumatori finali o per lo meno per limitarne uso e abuso! Il Decreto Cura-Italia dovrebbe curare il nostro paese e non diventare un ulteriore fattore di malattia.”