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(Jamma) – “Il gioco d’azzardo non è e non può essere considerato alla stregua di un qualsiasi settore economico. E’ molto ma molto più ricco ed è, paradossalmente, un ‘servizio pubblico che può causare dipendenza patologica’. Le amministrazioni locali dovrebbero essere focalizzate proprio su questo aspetto, poiché è demandata loro la tutela della salute dei propri cittadini: questo è il suo interesse generale ed è di rango costituzionale e non prevalga l’interesse particolare che coincide col lauto profitto per pochi. Se è vero che anche la libertà di iniziativa economica è principio meritevole di “tutela” costituzionale, non si può non tenere conto che la Costituzione stessa, nello stesso articolo impone anche il suo temperamento: “Non può svolgersi (la libertà di iniziativa economica: cfr. art. 41 comma 1) in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana” (art. 41 comma 2)”.

Così in una nota Daniela Diomedi, consigliere comunale Cinquestelle ad Ancona.

“Sul Comune -aggiunge l’esponente pentastellata- grava una responsabilità determinante ovvero la tutela della sfera degli interessi e dei diritti dei propri amministrati, in particolare della loro salute. Nell’esercizio della potestà regolamentare, non può/non deve abdicare al proprio ruolo! Alcuni Comuni hanno dimostrato e dimostrano questa assunzione di responsabilità e questa consapevolezza; altri, come il Comune di Ancona, non lo fanno. Anche qui si sarebbe potuto regolare il fenomeno in piena autonomia, senza cedere all’interesse speculativo di pochi, ma qui non ha prevalso l’interesse generale su quello particolare. Speriamo-conclude la Diomedi- che Ancona non faccia scuola. E’ un cattivo esempio”.

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