Il Coronavirus, che tanto ci ha fatto rivalutare le nostre abitudini, ha suggellato un grande cambiamento nel modo in cui gli Italiani si approcciano al gioco d’azzardo.

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I Casinò Online sono stati infatti consacrati come fornitori eccezionali dei più classici giochi da tavolo, di carte o elettronici (come le slot machine) in cui gli italiani si sono riversati in questi mesi. I dati parlano di un +30% di accessi nel mese di Marzo e un +20% nel mese di Aprile riferiti all’anno 2019.

La spesa media nel bimestre è aumentata del 35% circa.
Grandi numeri che confermano quello che era il trend degli anni scorsi, rilevato dalle principali agenzie statistiche, che notificano una crescita mai inferiore al 10% annuo per i fatturati delle piattaforme digitali.

Davanti a un mercato così fiorente, è facile aspettarsi la nascita di un indotto affianco agli operatori principali del gioco. Infatti sono stati creati numerosi siti, come www.spikeslot.com, che informano sui migliori Casinò Online legali , comparando le caratteristiche delle offerte speciali e promuovendo il gioco consapevole.

Purtroppo però il settore generale non va incontro a grandi periodi. Il comparto con la chiusura forzata delle sale terrestri impiegherà almeno 6 mesi per riprendere le sue cifre consuete, come puntualizzato dal direttore dell’ADM in un’intervista televisiva.

Il gettito erariale del gioco d’azzardo è infatti determinato prevalentemente dalle lotterie nazionali, scommesse sportive e slot machine AWP o VLT. Nel 2019, ad esempio, le entrate dal gioco sono state circa 10 miliardi di euro, ma di questi poco meno di un 5% derivante dai siti web.

È perciò ancora da valutare come si riassesterà la situazione con le riaperture graduali delle attività, tra cui per inciso le sale da gioco rientrano nelle ultime posizioni.

Di certo molti giocatori terrestri si saranno trovati a loro agio navigando nei siti di operatori che negli anni hanno affinato la compatibilità e l’esperienza di gioco per qualsiasi periferica elettronica, e contemporaneamente si sono adeguati alle linee guida dell’ADM per garantire la legalità e la tutela dei diritti del giocatore.

Ci sarà  poi una parte di utenti che preferirà la classica giocata da sala, ma solo il  tempo avrà modo di farci capire come si ripartiranno queste due fazioni.

Non si può non segnalare, ad ogni modo, il disagio provocato dai legislatori ai quasi 150mila professionisti e lavoratori autonomi imponendo anche una nuova tassa sulla raccolta delle scommesse dello 0,5%.

I sindacati del settore hanno subito messo in evidenza questa criticità che si va ad aggiungere a tutte le politiche al limite del populismo che sono cominciate con il decreto Balduzzi nel 2012 e infine culminate nel decreto Dignità del 2018.

Il continuo abbassamento del payout delle slot machine a favore di maggiore ricavi e la proibizione della pubblicità in modo sconsiderato contribuiscono in maniera dubbia al mantenimento di un equilibrio sociale e alla lotta contro la ludopatia.

Chi può contrastare, infatti, il gioco illegale, se non gli stessi operatori legali a cui vengono costantemente tolte le risorse?

Il gioco d’azzardo non lo scopriamo in questi anni, è sempre esistito e, anzi, proprio in Italia è stato costruito il primo Casinò a Venezia nel Rinascimento. Ed è sempre il nostro Paese a detenere cifre da capogiro per quanto riguarda la spesa globale del gioco, che si aggira sul 10% mondiale.

I ludopatici, inoltre, non godono del beneficio di alcuna politica attiva. Se si cambiano le caratteristiche dei giochi o si evitano le pubblicità, chi soffre di ludopatia non riceve un supporto diretto verso la sua dipendenza.
I giocatori occasionali cambieranno le tipologie di gioco a cui si rivolgono scegliendo altri più convenienti, mentre chi soffre di ludopatia rimarrà alla mercé della sua condizione indistintamente.

Una situazione che quindi, va rivalutata da zero e si spera in maniera più razionale sentendo anche la voce delle categorie professionali di settore che in modo competente possono offrire gli spunti per un vero salto in avanti della questione sul gioco d’azzardo.