A testa alta Agostino, imprenditore nel settore del gioco lecito in Toscana, scrive una lettera aperta rivolta al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio.

“Egregio Presidente Cirio sono uno degli oltre tremila imprenditori del gioco lecito che opera nel territorio italiano. Non credo sia il caso di precisarle che in Italia il gioco lecito è organizzato, controllato, gestito dal MEF attraverso l’ADM (Agenzia Dogane e Monopoli). Forse piuttosto sarebbe il caso di precisarLe e ricordarLe che le nostre sono imprese regolari a tutti gli effetti, simili a tante altre operanti sul territorio locale e nazionale, a partire dagli esercenti della somministrazione, a finire a locali da ballo e discoteche, non senza essere passati attraverso artigiani, commercianti, piccola e media distribuzione, piccole imprese edili etc etc.

Dunque, leggo dagli organi di stampa che con lodevole iniziativa per noi la garanzia sei tu nell’ambito del progetto integrato Riparti Piemonte, e con atto sottoscritto dai vari rappresentanti delle organizzazioni a cui la presente è diretta per opportuna conoscenza, avete stabilito l’erogazione di contributi a fondo perduto a favore delle categorie commerciali ed artigianali penalizzate dalla sospensione della attività per l’emergenza Coronavirus. Iniziativa denominata anche Bonus Piemonte. In dettaglio leggo che a beneficiare del Bonus Piemonte, per un valore complessivo di oltre 88 milioni di euro, saranno più di 37.000 aziende piemontesi che riceveranno un contributo a fondo perduto tra i 1.000 e i 2.500 euro in base alla tipologia di attività.

In particolare:

Bonus da 2.500 euro per bar, gelaterie, pasticcerie, catering, ristoranti e agriturismi;

Bonus da 2.000 euro per la ristorazione da asporto e da 1.300 euro per la ristorazione non in sede fissa.

Bonus da 2.500 euro anche per i centri estetici e i saloni di barbieri e parrucchieri e da 2.000 euro per i centri benessere.

Bonus da 2500 euro, inoltre, per le sale da ballo e le discoteche e da 1.000 euro per i taxi e i servizi di noleggio con conducente.

Quello che purtroppo non leggo, e che non mi è sfuggito, è il contributo per la mia tipologia di attività, e cioè: operatori del gioco lecito, che corrispondono imposte e tasse come gli altri imprenditori, che in alcuni casi pagano con tariffe al top (vedi tassa sui rifiuti solidi urbani) che sono stati penalizzati perchè già dal giorno 8 marzo 2020 gli è stata imposta la chiusura dei punti vendita, e che alla data odierna non sono stati inclusi nei codici Ateco di quelle attività autorizzate a ripartire in base al dpcm della fase 2.

Cosa devo pensare Presidente Cirio, ad un errore, una svista, una esclusione involontaria, e quindi rimediabile? Oppure ci avete voluti escludere (in questo caso mi riferisco ai miei colleghi della Regione Piemonte) per motivazioni ideologiche se non politiche? Lei egregio presidente è un rappresentante delle istituzioni e come tale ha il dovere di rispettare e far rispettare, di garantire e far garantire, la piena osservanza ed il pieno rispetto di tutte le leggi dello Stato, prima fra tutti la legge costituzionale che non consente e non permette alcun tipo di discriminazione, che enuncia principi di uguaglianza e pari opportunità per tutti i cittadini.

Ed allora, egregio presidente, ponga rimedio a questo “errore di distrazione”, e conceda il contributo agli operatori del gioco legale ad oggi esclusi. Ridia la giusta dignità di concittadini anche a quei piemontesi che lavorano a favore dello Stato e delle Regioni delle quali Lei presiede la nobile piemontese. Certo che non vorrà venire meno ai Suoi compiti istituzionali, e certo che non vorrà farci mancare una Sua risposta, La ringrazio per l’attenzione, e per quanto sicuramente vorrà fare in favore di tutti gli imprenditori piemontesi, nessuno escluso”.

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