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(Jamma) Il dibattito sugli interventi da porre in essere per scongiurare la crisi della Casinò de la Vallée spa, tema al centro di una mozione presentata congiuntamente dai gruppi Union Valdôtaine e Edelweiss Popolare Autonomista Valdostano, ha occupato l’intera seduta mattutina del Consiglio Valle del 5 aprile 2017.

La discussione sul testo, che intende impegnare la Giunta regionale a presentare alla competente Commissione gli indirizzi dati ai nuovi amministratori, a illustrare i nuovi piani di risanamento dell’azienda, a rendere note le specifiche delle scelte dei nuovi amministratori, proseguirà alla ripresa dei lavori pomeridiani, a partire dalle ore 15.30.

Nell’illustrare il provvedimento, il Capogruppo dell’UV Ego Perron ha rappresentato i tempi strettissimi ancora disponibili per evitare i licenziamenti di 264 lavoratori della Casa da gioco, nonché l’urgenza di attivare tutti i provvedimenti necessari a scongiurare la crisi totale dell’azienda. È dal bilancio regionale che non si fanno delle scelte, ha detto Perron: la Giunta precedente aveva intravisto delle prospettive attraverso una restituzione di fondi a seguito degli investimenti che la società aveva fatto per conto della Regione; avevamo chiesto di avere un parere su questa iniziativa, di cui non conosciamo, però, né i contenuti né gli esiti. In questi anni, ha affermato il Capogruppo dell’UV, abbiamo sentito soltanto delle critiche, ma nessuna proposta: oggi, l’Assessore Chatrian ha l’occasione di dimostrare il cambio di metodo tanto invocato e di avanzare dei progetti. Con questa iniziativa, ha detto Perron, chiediamo chiarezza: sui finanziamenti – pubblici e privati – a favore della Casinò de la Vallée, sul personale, sulle strategie future.

Il Capogruppo del PD-SVdA, Jean-Pierre Guichardaz, ha ribadito il disappunto del proprio gruppo per le modalità con cui negli ultimi mesi si è trattata la questione del Casinò, a partire dallo spostamento della discussione dalla quarta alla seconda Commissione, per arrivare all’uso strumentale della Casa da gioco per abbattere la vecchia maggioranza. Guichardaz ha ricordato l’ormai svanita speranza per cui maggioranza e minoranza avrebbero trovato una condivisione per la risoluzione di una problematica così cogente e trasversale per la Valle d’Aosta. Oggi, ha evidenziato Guichardaz, siamo a verificare se i richiami tanto evocati dall’attuale maggioranza al cambio di metodo, alla “casa di vetro” e alla “barra dritta” valgono ancora; oggi siamo ad elemosinare un passaggio in Commissione per ottenere informazioni sulla nuova governance, sui licenziamenti. Il Consigliere Guichardaz ha osservato che senza i giornali e i Sindacati l’opposizione non saprebbe nulla sulla Casa da gioco: se non ci fosse stato il cambio di governo imposto in questa maniera, sarebbe stato per primo l’Assessore Chatrian a scagliarsi contro Rollandin e la sua Giunta. Jean-Pierre Guichardaz si è detto sempre più convinto che il gruppo PD-SVdA ha fatto la scelta giusta a non essere saltato sul carro dei vincitori: meglio un’opposizione onesta e umile a un cambio di registro come quello della nuova maggioranza.

Per la Capogruppo di ALPE, Patrizia Morelli, la mozione, nel merito, non ha nulla di strano, ha richieste assolutamente plausibili ed è politicamente corretta. È risaputo, infatti, ha detto Morelli, che la Casa da gioco ha delle difficoltà e che si sta affrontando un nuovo corso, dopo l’insediamento del nuovo Amministratore unico, con delle nuove scelte da assumere: non ci sono quindi problemi a calendarizzare delle riunioni in Commissione su questo tema. Ma, a dire della Capogruppo di ALPE, in questa mozione c’è qualcosa che stride: infatti, i firmatari sono quelli che hanno determinato fino ad ora le sorti dell’azienda, che hanno accompagnato la società in questa situazione disastrosa, che dicevano che sul Casinò non ci sarebbero più state iniezioni di denaro da parte della Regione; sono quelli che, malgrado la crisi, continuavano ad assumere e a promuovere personale. Il 1° marzo, con gli enormi problemi che c’erano sul tavolo, l’ex Giunta ha dato le dimissioni: il nuovo Governo si è insediato il 10 marzo e ha cercato di affrontare il dossier, facendo molto più di quanto non si è fatto fino ad ora e a breve ne vedremo i risultati. Ma nono solo, con una procedura di licenziamento aperta, il gruppo dell’UV ha presentato un ricorso al TAR che rischia di compromettere tutto quanto si sta cercando di fare. Per Morelli, se tutte queste azioni sono una dimostrazione di responsabilità, i valdostani sapranno fare le loro valutazioni.

Il Consigliere del Gruppo Misto Andrea Padovani ha detto di essere abituato a guardare il curriculum delle persone, non le tessere in tasca: quello del nuovo Amministratore unico, ha sostenuto Padovani, sembra solido e ci auguriamo che riuscirà a far uscire l’azienda dalla crisi. L’avvocato Di Matteo ha parlato di azienda destrutturata: chi è responsabile di questa destrutturazione? Come si possono chiedere i miracoli ad una Giunta che si è insediata da un mese quando l’ex maggioranza ha fatto precipitare la situazione del Casinò? Chi parla oggi dai banchi della minoranza, probabilmente mente sapendo di mentire, ha concluso.

Il Capogruuppo di EPAV, Mauro Baccega, si è detto preoccupato per i dipendenti che sono in una procedura di licenziamento, per gli esodati che non percepiscono stipendio, per il Comune di Saint-Vincent e per la Valle d’Aosta tutta. Secondo Baccega, l’ex maggioranza aveva tracciato una strada molto chiara: restituire gli investimenti fatti dal Casinò, quindi i 43 milioni, e affiancare il provvedimento al nuovo piano industriale di rilancio, con particolare attenzione alla nuova azione di comunicazione e pubblicità, dopo la ristrutturazione del complesso Resort&Casinò, il Piano industriale e di sviluppo, il finanziamento degli investimenti realizzati dall’azienda per conto della Regione. Il nostro obiettivo, ha sottolineato il Capogruppo di EPAV, è uno: salvare l’azienda, salvare l’occupazione; ma per fare questo la società ha bisogno di risorse, che ad oggi non ci sono. È per questo, ha concluso Baccega, che vogliamo un ulteriore approfondimento in Commissione, che lasci da parte i bisticci del passato, che guardi avanti per risollevare le sorti della Casa da gioco.

Il Capogruppo dell’UVP, Alessandro Nogara, ha stigmatizzato le accuse rivolte dalla nuova maggioranza al lavoro sin qui svolto, come per le spese degli Amministratori della Casa da gioco: ad esempio, ha detto, non mi sembra che per i precedenti Amministratori non si siano sborsate certe cifre. Nogara ha inoltre ricordato che le riunioni delle Commissioni rappresentano un’occasione di condivisione e che in politica bisogna saper anche accettare le sconfitte. Il Consigliere Nogara ha evidenziato che il ricorso al TAR presentato ieri dall’UV mette a rischio le azioni portate avanti per risolvere tutte queste problematiche, in primis evitare il licenziamento dei dipendenti.  Il Consigliere Nogara ha concluso affermando che la maggioranza non vuole affossare il Casinò, si sta cercando di salvarlo.

Nel corso del dibattito sono anche intervenuti i Consiglieri dell’UV Luca Bianchi – che ha espresso disaccordo sulle paventate ipotesi di svendita della Casa da gioco e ha rappresentato che nessun dipendente si rispecchia nelle dichiarazioni dell’Assessore Chatrian appena insediatosi, definite pretestuose; ha quindi auspicato l’approvazione della mozione, in modo da non effettuare un confronto “a babbo morto” -, Aurelio Marguerettaz – il quale commentando i profili e le attività delle persone indicate a ruoli apicali o a consulenti nella Casa da gioco, ha osservato che presumibilmente la nuova maggioranza vuole puntare sui giochi elettronici e che esiste un fil rouge con i Casinò di Venezia e Campione; si è inoltre chiesto a cosa servano i consulenti se è stato nominato un Amministratore unico -, Paolo Contoz – che ha voluto precisare che il suo sostegno alla mozione è dovuto all’esigenza di approfondimenti al fine di dare risposte ai cittadini valdostani.

Hanno preso poi la parola il Consigliere del PD-SVdA Paolo Cretier – il quale, ribadendo il voto favorevole alla mozione, ha focalizzato il proprio intervento sui 264 dipendenti che rischiano il posto di lavoro: una problematica grave che deve essere affrontata -, il Consigliere dell’UVP Nello Fabbri – il quale, ripercorrendo le ultime vicende, ha osservato che il piano di licenziamento dei 264 dipendenti scaturisce dalle azioni della vecchia maggioranza, la quale oggi chiede provvedimenti celeri per sanare la gestione e si dice preoccupata che gruppi di altissimo livello siano interessati al Casinò, quando la prospettiva di una privatizzazione dell’azienda era stata condivisa da tutti – il Consigliere del Gruppo Misto Elso Gerandin – che ha parlato di credibilità aziendale: non possiamo impostare il futuro della Casa da gioco su bilanci non credibili; per Gerandin, non sono state compiute scelte lungimiranti, ma sono state celate verità; tutti i posti di lavoro vanno garantiti eliminando benefit milionari, i sacrifici vanno ripartiti e ha esortato a lavorare congiuntamente, all’insegna della trasparenza e della verità.

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