Spagna. “Come Europer ci rammarichiamo del fatto che il rapporto tra il settore ricettivo e ricreativo con le amministrazione sia sempre difficile. Continueremo a difendere, nei procedimenti giudiziari già avviati e in quelli che potrebbero essere avviati in futuro, le discriminazioni di trattamento che stanno ricevendo queste attività in applicazione delle misure igienico-sanitarie, rispetto ad altre attività simili. Chiediamo solo di lavorare applicando misure che garantiscano la sicurezza e la salute di tutti “, sottolinea Susana Murciano, Segretario Generale di Europer, l’associazione che riunisce gli operatori dell’apparecchio da intrattenimento.

Riguardo allo scenario futuro del settore su quando l’attività potrà riprendere Murciano evidenzia che ci sarà “meno mobilità urbana e lavorativa e quindi meno fatturato in un quadro in cui abbiamo dovuto ricorrere a prestiti. Il 30% degli stabilimenti non riaprirà i battenti”.

L’aiuto pari a zero al settore da parte della Generalitat complica notevolmente il mantenimento di molte imprese. “Avrebbe dovuto essere applicato come in Germania e in altri paesi il risarcimento sella fatturazione, fino alla fine dell’anno e l’esenzione fiscale. Le imprese si sentono maltrattate dall’amministrazione a livello normativo, fiscale e a livello del lavoro”.