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La direttiva Mifid 2 ha aumentato i poteri di intervento di Esma, la Consob Europea. Grazie a questi poteri, quest’ultima, ha vietato la vendita delle opzioni binarie ai piccoli risparmiatori ed ha limitato la commercializzazione dei contratti per differenza (CFD).

Questa normativa potrà essere prorogata tra 3 mesi, ed è vigente in tutti i paesi europei, inclusa la Gran Bretagna. L’unione Europea ha apertamente dichiarato guerra a questi strumenti finanziari altamente speculativi, che se non gestiti nel modo adeguato possono creare delle ampie perdite. Sono prodotti finanziari adatti per gli “esperti” del settore, poiché vengono attuati in un arco temporale brevissimo, anche pochi secondi.

Che cosa sono i CFD?

I contratti per differenza sono dei strumenti derivati, in parole povere possono essere descritti come delle “scommesse”. In particolare, permettono agli investitori, in un arco temporale brevissimo, di puntare su un indice, o una valuta, al rialzo o al ribasso. Se l’indice o la valuta, raggiunge quanto indicato dall’investitore, quest’ultimo vince e guadagna circa 80% di quanto scommesso. Il profitto derivante dal CFD trading, di solito, è più basso di quanto viene investito per ovvie ragioni, ossia spesso è al netto di eventuali spese sostenute per investire, ad esempio i costi per le operazioni finanziarie sui vari siti di trading online. Se invece, l’operazione punta al ribasso il prezzo sottostante l’attività finanziaria, l’investitore, perde tutta la quantità di denaro investita. Il CFD trading permette di operare a leva, ovvero c’è il rischio di perdere più di quanto investito. Quindi, il rischio è elevato e deriva soprattutto dal fatto che molti siti di trading online permettono agli investitori di depositare una piccola somma e investire più di quanto depositato, prendendo a prestito direttamente da questi siti, spesso con condizioni ingannevoli. Motivo per cui, Esma ha imposte delle regole molto stringenti per proteggere i piccoli risparmiatori che investono, spesso in seguito a un marketing aggressivo e non trasparente tramite i siti online o via telefono.

In Europa, gli intermediari finanziari che vedono il CFD trading sono autorizzati dalle autorità europee, ma esistono delle società abusive, con sede in paesi diversi, che provano a trarre in inganno gli investitori. In Italia operano regolarmente 2 società italiane e diverse società estere.

Investire ma più sicuri

L’Autorità europea dei strumenti finanziari e dei mercati non ha vietato gli investimenti nei CFD (come è accaduto con le operazioni binarie), ma ha imposto dei limiti per rendere più sicuri questi investimenti, più in dettaglio: 1) non è più possibile perdere più di quanto si è investito; 2) è stato limitato l’effetto leva; 3) è stato introdotto un obbligo sull’informazione corretta e trasparente agli investitori sulla rischiosità di questi strumenti.

l CFD trading è altamente profittevole, motivo per cui comporta anche dei rischi alti. Sono investimenti che vanno fatti con molta razionalità e profonda conoscenza del settore. I siti che permettono l’investimento nei derivati attraverso le piattaforme digitali, hanno reso più accessibile questo mercato, dando l’opportunità ai piccoli risparmiatori di partecipare. Questi siti offrono, anche, la possibilità di informarsi e documentarsi sulle modalità più corrette di investimento. Dunque, come in altri casi, deve essere a discrezione dell’investitore quando e come approfittare di questi strumenti finanziari.

Le informazioni pubblicate su questo articolo hanno finalità informativa, e/o pubblicitaria/promozionale e non sono in alcun modo da intendersi né come consulenza né come sollecitamento all’investimento. Le attività di trading comportano un alto livello di rischio e non sono adeguate a tutti gli investitori.

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