Il mercato del gioco, terrestre ed online, vive adesso una fase di cambiamento, se nel primo divieti, distanziometro, limitazioni di orario stanno mettendo a dura prova il gioco terrestre, nel secondo la diffusione massiva di smartphone e tablet collegati ad internet sta dando una spinta allo sviluppo del gioco online.

Di certo non è solo lo sviluppo tecnologico l’unico motivo di diffusione e crescita del gioco online, moltissimi utenti scelgono un portale di gioco digitale perché l’offerta è ricca di prodotti, bonus e promozioni che rendono attraente l’esperienza di gioco.

L’applicazione del decreto Dignità, in riferimento al divieto di pubblicità sul gioco, colpisce gli attori presenti nel mercato del gioco online, in quanto rende difficile al cliente la scelta di una piattaforma di gioco autorizzata ed impedisce al Concessionario di essere identificato e riconosciuto.

Le restrizioni sul gioco terrestre unite al divieto di pubblicità assegnano un ruolo centrale ai servizi offerti dai Punti Vendita Ricarica. Il Punto Vendita Ricarica è, ad oggi, l’unico strumento utilizzabile dai Concessionari ADM, per promuovere la propria offerta di gioco.

Secondo quanto appreso da un articolo pubblicato su una delle principali testate dedicate all’informazioni sul gioco si starebbe andando verso una regolamentazione più chiara dell’attività del PVR, non conseguente a circolari ADM, ma bensì frutto di un accordo interno tra i Concessionari che operano nel settore del gioco online.

Sempre riprendendo l’articolo, la regolamentazione riguarda 2 aspetti principali dell’attività del punto vendita ricariche: la ricarica e la gestione di prelievi.

Passion Group, azienda di consulenza e marketing che nasce con l’obiettivo di affiancare e supportare gli imprenditori, che vogliono entrare nel settore del gioco online, e i pubblici esercizi che vogliono inserire i servizi del punto vendita ricarica, nel blog d’informazione che mette a disposizione dei propri clienti sul sito https://passiongroup.it/, ha più volte spiegato cos’è un punto vendita ricarica, cosa può fare e cosa non può fare.

Una chiara regolamentazione è di vitale importanza ma da sola non è sufficiente, bisogna anche comprendere cosa effettivamente è un Punto Vendita Ricarica al fine di formare ed informare i gestori che decidono di inserire questi servizi aggiuntivi nelle loro attività. Fino a quando nella visione comune il Punto Vendita Ricarica continuerà ad essere assimilabile ad un centro scommesse, in cui si accetta direttamente il gioco, ci sarà sempre confusione e non si arriverà mai a fare una distinzione tra chi rispetta la già attuale regolamentazione e la normativa per la raccolta a distanza e chi invece ne abusa sfruttando la concessione online per la raccolta terrestre.

Il Punto Vendita Ricarica non è un’attività primaria dedicata al gioco ma un servizio aggiuntivo che può essere associato a reali attività esistenti come ad esempio Bar, Tabaccherie.

L’importanza ed il ruolo dei PVR non sarà mai realmente chiarito fino a quando continuerà ad essere difficile distinguere tra un’agenzia fisica che può raccogliere gioco ed un punto vendita ricariche.
L’illegalità non si annida esclusivamente nel “sottobanco” ma anche nell’interpretazione distorta delle funzioni di un Punto Vendita Ricarica. Quest’ultima è forse ancora più pericolosa perché impedisce di creare una reale identità per le attività che offrono in maniera corretta i semplici servizi di ricarica.

Non si possono continuare ad allestire i Punti Vendita Ricarica inserendo insegne, vetrofanie, palinsesti e stampatine termiche, caratteristiche tipiche di un’agenzia terrestre oppure addirittura inserire i giochi virtuali e poi chiedere che vi sia una regolamentazione chiara sull’attività che si può svolgere.
Il reale grande problema del telematico è che molti punti vendita ricarica, sicuramente non tutti, non si limitano a registrare i clienti, vendere ricarica per i conti gioco e liquidare i prelievi presso punto vendita generati autonomamente sul sito ma raccolgono direttamente gioco proprio perché sono strutturati come delle vere e proprie agenzie fisiche.

UNA PIU’ CHIARA REGOLAMENTAZIONE SARA’ EFFICARE SOLO SE ACCOMPAGNATA DA UNA COSTANTE ATTIVITA’ DI FORMAZIONE ED INFORMAZIONE DA PARTE DEI CONCESSIONARI NEI CONFRONTI DEI GESTORI DEI PUNTI VENDITA RICARICHE.

SE REALMENTE VOGLIAMO PROTEGGERE E VALORIZZARE IL RUOLO DEI PUNTI VENDITA RICARICA, LA TUTELA DELLE ATTIVITA’ CONTRATTUALIZZATE, INTESA NON COME GARANZIA DI ASSISTENZA LEGALE IN CASO DI SANZIONI MA COME FORMAZIONE NEL RISPETTO DELLA NORMATIVA, DEVE ESSERE LA PRIORITA’ DI OGNI CONCESSIONARIO.

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