guardia di finanza
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(Jamma) – Nel settore dei giochi e delle scommesse, l’azione di servizio della Guardia di Finanza è principalmente rivolta alla repressione dei fenomeni di abusivismo e illegalità che interessano il comparto, nonché ad arginare qualsiasi tentativo della criminalità di infiltrarsi nel circuito legale dell’offerta di gioco pubblico.

In quest’ottica viene tutelato: il gettito fiscale derivante dalla raccolta, con particolare riguardo al prelievo erariale unico, all’imposta unica sulle scommesse e all’imposta sugli intrattenimenti, oltre che alle imposte dirette e indirette; il mercato, dalla concorrenza sleale esercitata ai danni degli operatori onesti da parte di soggetti non autorizzati; il consumatore, da proposte di gioco illegali, insicure e prive di alcuna garanzia, tanto sulla regolarità del gioco, quanto sulle probabilità di vincita, e, in particolare, le fasce più deboli, prime fra tutte i minori.

Gli interventi dei Reparti – si legge nel Rapporto Annuale 2016 della Guardia di Finanza – si sviluppano in primo luogo attraverso l’esecuzione di indagini di polizia giudiziaria per la scoperta delle condotte fraudolente più gravi e complesse. Accanto alle attività investigative, numerosi sono i controlli di natura amministrativa, svolti in forma autonoma o in maniera congiunta nel più ampio quadro dei “Piani coordinati di intervento”, elaborati a livello nazionale, in sinergia con le altre Forze di Polizia e con la collaborazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Attraverso questi piani sono state sviluppate azioni mirate nei riguardi degli operatori del gioco non autorizzati che hanno ritenuto di non accedere alle procedure di emersione varate dal legislatore negli ultimi anni.

Tra i fenomeni illeciti più ricorrenti riscontrati vi sono la raccolta abusiva di scommesse, operata anche mediante centri di trasmissione dati utilizzati da soggetti non in possesso delle previste concessioni/autorizzazioni statali; la manomissione delle slot machine, allo scopo di alterare i flussi telematici di comunicazione dei dati sulla raccolta; la diffusione dei cosiddetti “totem”, apparecchi installati all’interno di esercizi pubblici, collegati alla rete internet, che consentono, in modo del tutto illegale, il gioco a distanza; l’offerta di gioco d’azzardo online, che riguarda principalmente il fenomeno della presenza in rete di innumerevoli casinò e siti internet illegali. In totale, nel 2016, sono state svolte 255 indagini e attività di polizia giudiziaria, delle quali 119 riguardanti giochi illegali e 136 su scommesse illegali. I controlli effettuati sono stati 5.783, i soggetti verbalizzati 6.401 e le violazioni riscontrate 1.858. Sono stati invece 710 gli apparecchi da gioco sequestrati, mentre 715 i punti raccolta di scommesse clandestine.

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