Nelle loro dichiarazioni dei redditi poco o nulla, ma nei giochi online incassavano decine di migliaia di euro. In tutto i tre, nel giro di pochi mesi, si sono messi tasca addirittura 600mila euro. Implementando però questo tesoretto col reddito di cittadinanza. Sono tutti finiti nei guai grazie alle indagini della Guardia di Finanza, che hanno denunciato i tre forlivesi per truffa allo Stato.

Nel dettaglio, le investigazioni delle fiamme gialle, agevolate anche dall’incrocio delle informazioni in possesso con quelle delle banche dati informatiche in uso ai finanzieri, hanno consentito di approfondire la posizione reddituale e patrimoniale dei soggetti sotto inchiesta, tutti residenti nel forlivese, che hanno presentato autocertificazioni “con dati non rispondenti al vero”, percependo, in questo modo un reddito di cittadinanza complessivo (per tutti i sei indagati) pari a circa 50mila euro. Le violazioni possono comportare la reclusione da uno a sei anni, segnalando contestualmente le posizioni all’Inps per la revoca della concessione del beneficio e il recupero delle somme indebitamente percepite.