Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) ha respinto – tramite decreto – il ricorso presentato contro Ministero dell’Economia e delle Finanze, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli Emilia Romagna-Bologna non costituiti in giudizio; in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del provvedimento con cui (…) ha disposto la revoca, con decorrenza immediata, delle concessioni relative alla ricevitoria -OMISSIS- e la decadenza dalla titolarità della concessione della coesistente rivendita di -OMISSIS- sita in-OMISSIS-, -OMISSIS-del ricorrente, disponendo altresì l’incameramento delle garanzie costituite a favore dell’Agenzia.

Si legge: “Premesso che funzione del decreto cautelare non è quella di anticipare il giudizio, ma solo quella di prevenire pregiudizi irreversibili, tali che non possano essere evitati nemmeno dalla misura cautelare collegiale;

Dato atto che, a questi fini, la gravità del danno va valutata con una ragionevole comparazione degli effetti che il provvedimento cautelare produce sui contrapposti interessi delle parti;

Considerato che:

– alla luce dei dati concreti che connotano la fattispecie del gravame depositato e la posizione legittimante del ricorrente, lo stesso si trova ad essere al momento inciso, in qualità di titolare dal 2008 della rivendita di generi di monopolio-OMISSIS- con annessa -OMISSIS-, dall’adozione dei provvedimenti di revoca e di incameramento delle garanzie Lotto e Tabacchi per omesso versamento di somme riscosse a titolo di proventi del gioco del lotto, indicati in epigrafe ed adottati dalla ADM dell’Emilia Romagna con la quale l’Agenzia ha imposto all’odierno ricorrente l’interruzione della raccolta del gioco e l’attività di vendita dei generi di Monopolio con effetti immediati (in concreto dall’8 gennaio 2021);

– si possono ritenere insussistenti i presupposti dell’estrema gravità ed urgenza richiesti dall’art. 56, primo comma, del c.p.a., poichè l’oggettiva ed immediata lesività dei provvedimenti impugnati va comparata, da un lato, con il perdurante stato di morosità del ricorrente e, dall’altro, con la circostanza che le attività relative alle concessioni in discussione risultano essere oramai sospese per un periodo di tempo non trascurabile;

Considerato, altresì, che tali presupposti inducono a denegare la predetta misura cautelare prima della data della camera di consiglio utile del 31 marzo 2021, nel cui contesto potranno essere assunte le eventuali determinazioni idonee alla definizione del giudizio nello stato in cui versa;

P.Q.M.

Respinge la domanda di misura cautelare monocratica.

Fissa per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 31 marzo 2021”.