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“Ormai non esiste più una ‘ndrangheta, una mafia siciliana o pugliese, sono organizzazioni fluide che in accordo fra loro gestiscono affari diversi”, spiega il procuratore capo della Dna, Federico Cafiero De Raho riferendosi alla maxi operazione di questa mattina su scommesse online illegali che ha portato all’arresto di 68 esponenti della criminalità organizzata pugliese, calabrese e siciliana.

“Di questi rapporti abbiamo una fotografia sempre più chiara, vediamo anche da indagini ancora in corso come le mafie tutte lavorino insieme in diversi settori. Resta da capire se esista una cabina di regia stabile o se gli accordi maturino di volta in volta sui territori interessati, ma anche su questo stiamo lavorando”, continua Cafiero De Raho.

“La vasta operazione condotta dalla Guardia di Finanza in collaborazione con le Procure di Reggio Calabria, Catania e Bari ha dimostrato la criticità del settore di giochi e scommesse online sui quali ad oggi non vi sono forme di vigilanza tali per impedire infiltrazioni della criminalità organizzata, che in questo modo crea un danno enorme alla nostra economia” ha aggiunto De Raho. “La politica deve prestare molta attenzione a questi aspetti, in quanto l’economia legale continua a subire le infiltrazioni della criminalità organizzata”.

Nell’operazione “è stato determinante l’apporto di un nuovo collaboratore di giustizia, un professionista del betting, che ha operato con i clan reggini, catanesi e baresi per lo sviluppo e l’imposizione sul mercato di varie piattaforme di gioco. Con questa indagine si dimostra in modo chiaro di quale sia la ricchezza di cui dispongono queste associazioni criminali. Se si riuscisse a sviluppare un vero contrasto su questo fronte, se davvero se ne capisse l’importanza, si potrebbe risollevare l’economia di questo Paese. Battere le mafie significa dare lavoro alle persone oneste che non sarebbero costrette a confrontarsi con la concorrenza sleale dei clan”.

 

Video della GDF di Catania su operazione antimafia Revolutionbet

 

Video della GDF di Reggio Calabria su maxi operazione scommesse

 

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