azzardo
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(Jamma) – “Il mercato dell’azzardo ha raggiunto ormai in Italia livelli elevatissimi. Nel 2016 gli italiani che giocano d’azzardo hanno speso per i giochi offerti dai monopoli 95 miliardi di euro, l’8% in più rispetto all’anno precedente.

Mi sembra evidente che la spesa per l’azzardo, in termini economici, la domanda, rappresenti una funzione dell’offerta di azzardo legale da parte dei diversi concessionari dei monopoli, cresce cioè con l’aumentare di questa.

Sento tuttavia spesso sostenere, anche recentemente, che qualunque “contrazione” dell’offerta dell’azzardo legale, invece che ridurre inevitabilmente la domanda, si limiterebbe a spostarla verso il gioco d’azzardo illegale.

La teoria parte da una premessa indimostrata e indimostrabile, che la domanda di azzardo sia un dato “rigido”, anelastico, cioè che in ogni caso il mercato è pronto a domandare azzardo per 95 miliardi o anche di più, come se ritrattasse di beni di prima necessità, e se questo volume non lo forniscono i monopoli, i consumatori si rivolgono per soddisfare la propria domanda al mondo dell’azzardo illegale.

Appare evidente la strumentalità di questa sillogismo, utile forse più a sostenere il volume della domanda attuale o incrementarla. La domanda di azzardo, infatti, non è rigida, di importo predeterminabile, ma, come in ogni dinamica di mercato è stimolata, opportunamente e con molti mezzi dall’offerta.

Contraendosi l’offerta, con tutto l’apparato che la sostiene, dalla pubblicità alla scarsità di informazioni reali sul fenomeno, anche la domanda, non essendo neppure spinta da un bisogno essenziale dell’individuo, ma sempre cinicamente stimolata, si contrarrebbe, senza rivolgersi da nessuna parte.

Tra l’altro, occorre ricordare invece che l’offerta di azzardo illegale sembra effettivamente “rigida” e difficilmente in grado di sostenere, e assorbire una domanda dei consumatori, privati dell’offerta statuale. E come, poi?

Ci sono attive 55 lotterie nazionali a estrazione istantanea, che l’anno scorso hanno riversato sul mercato, a quanto ne sappiamo, visto che la quantità di tagliandi distribuiti dopo il primo lotto non viene comunicata dai monopoli, almeno mezzo miliardo di nuovi biglietti.

Se nel 2016 non fosse stata indetta alcuna nuova lotteria istantanea, sembra dubbio che le mafie avrebbero potuto soddisfare la domanda dei giocatori di nuove lotterie istantanee. Così come per le slot machine, oltre 400.000 accese; spegnendone ad esempio la metà, riducendo quindi l’offerta, si ridurrebbe inevitabilmente anche la domanda.

Certamente, la scelta economica della leva di mercato dovrebbe essere accompagnata e sostenuta anche da altre misure, di controllo e anche informative, “culturali”, che a differenza di quelle proposte oggi, dovrebbero avere un effetto di disincentivazone verso il gioco d’azzardo”.

Avv. Osvaldo Asteriti

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