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“Ascob ha fatto degli investimenti importanti per questo tipo di ricerca. Noi non dobbiamo criminalizzare il gioco d’azzardo. Il tema dei giochi pubblici è un tema di forte banalizzazione conoscitiva. E’ intollerabile quanto viene diffuso in merito alla spesa del gioco”.

Lo ha detto il Prof. Massimo Morisi (Coordinatore dell’Unità di Ricerca ‘Nuove patologie sociali’ dell’Università di Firenze) intervenendo al convegno “Le aree slot nelle sale bingo” tenutosi a Enada Roma e organizzato da Ascob.

“Con questa ricerca vogliamo capire se questo mondo ha un tipo di clientela sufficientemente stabilizzato e quali rischi si annidino in questa clientela e come prevenirli. Se non ci liberiamo dallo stimma del peccato originale non possiamo avere nessuna legislazione efficace. L’ideologia del luogo sensibile la trovo aberrante. E’ un approccio suicida in termini di prevenzione. Ricerche serie non ci sono, sul campo intendo. E’ un mercato un po’ opaco, bisognerebbe che la strategia Ascob si generalizzasse. C’è un grande bisogno di legittimazione, perchè siamo in una fase istituzionale fortemente delegittimata. E’ una rincorsa costante ad alimentare allarme sociale. Il giocatore delle sale slot e quello delle sale bingo è privilegiato, va in un luogo protetto, ha persone con cui parlare, è sottoposto a una qualche autorevole vigilanza. E’ stata riscontrata lodevole professionalità da parte del personale in queste sale”.

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