Como è al quarto posto in Italia per spesa pro-capite in giochi d’azzardo e al quarto posto in Lombardia per soldi giocati pro-capite in slot. Proiettando i dati nazionali, in provincia di Como potrebbero esserci 180mila residenti che hanno giocato negli ultimi 12 mesi, 40mila giocatori a rischio basso o moderato, 15mila giocatori problematici, 1/3 dei quali a rischio severo, 10mila studenti tra i 15 e i 19 anni che hanno giocato nell’anno, 3.900 studenti tra i 15 e i 19 anni giocatori a rischio, 2mila studenti tra i 15 e i 19 anni giocatori problematici, 6.700 minori tra i 14 e i 17 anni che hanno giocato nell’anno (23%), 450 minori giocatori a rischio o già problematici (3,5%).

Sono alcuni dei dati presentati giovedì mattina, nell’auditorium dell’ospedale Sant’Anna, in occasione del convegno “Il paziente con disturbo da gioco d’azzardo. Integrazione ospedale-territorio per la presa in carico precoce nei servizi di cura Sert”. L’evento formativo è stato organizzato da Asst Lariana attraverso la Uoc Dipendenze, diretta da Raffaella Olandese, che afferisce al Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze, diretto da Carlo Fraticelli.

“Si tratta di un fenomeno che causa grave problematiche sociali – ha sottolineato il direttore socio sanitario di Asst Lariana, Raffaella Ferrari – e che va affrontato come un disturbo clinico. Per questi motivi è importante che anche il personale che opera in ospedale sappia come riconoscere e quindi informare questi soggetti e i loro familiari. Da non sottovalutare poi è l’allarme che vede i giovani al centro di queste problematiche e l’importanza quindi di interventi precoci”. “La legalizzazione, la grande diffusione e la facile accessibilità soprattutto negli ultimi 15 anni – ha osservato Raffaella Olandese, responsabile scientifica del convegno – hanno portato ad un gioco eccessivo e problematico, ad un importante problema di salute pubblica e a un grande rischio di sviluppo di una grave patologia di dipendenza”. E ancora: “Il giocatore d’azzardo patologico nella rincorsa compulsiva della vincita distrugge la propria vita sociale, economica, familiare, lavorativa compromettendo la propria salute, con un rischio di suicidio conseguente che è quattro volte superiore a quello della popolazione generale”.

Alla relazione della dottoressa Olandese sono seguiti gli interventi del dottor Carlo Fraticelli, della dottoressa Daniela Capitanucci, psicologa, socia fondatrice di And-Azzardo e Nuove Dipendenze, del dottor Maurizio Avanzi, responsabile della Uo Ser.D.P. di Levante-Ponente Ausl di Piacenza, della dottoressa Alessandra Bassi, counsellor formatore della cooperativa L’Arco di Piacenza e la dottoressa Fausta Fagnoni, counsellor educatrice professionale dell’associazione La Ricerca di Piacenza (L’Arco e La Ricerca coordinano, in Emilia Romagna, “Iceberg” un progetto regionale “per fronteggiare insieme l’azzardo, per far emergere ciò che non si vede ma si vive”).

Il convegno era rivolto a medici ospedalieri e dei servizi territoriali, medici di medicina generale, pediatri, psicologi, assistenti sociali, educatori, infermieri. Nell’ambito del piano di intervento della cura del gioco d’azzardo patologico promosso da Regione Lombardia e poi progettato e attuato da Asst Lariana. “Molte sono le persone che avrebbero bisogno di avvicinarsi ai servizi di cura e nei Sert vediamo solo la punta dell’iceberg di un più vasto e importante problema sanitario e sociale – ha concluso Olandese –. Uno dei nostri obiettivi sarà rafforzare il collegamento tra l’ospedale e i servizi territoriali per diffondere la consapevolezza del disturbo da gioco d’azzardo come patologia curabile e facilitare l’accesso all’offerta dei servizi presenti”.