A testa alta Simone, dipendente Snai da 22 anni, racconta i sacrifici che il settore fa da anni per andare avanti.

“Ciao mi chiamo Simone, dipendente Snai da 22 anni, le persone che purtroppo o per fortuna non conoscono la nostra situazione oggi non immaginano neanche quanti sacrifici abbiamo fatto in questi anni per tenere vivo e legale il nostro settore. Dai corner che pagano le tasse in paradisi fiscali tipo Malta, perché già anni fa l’avevano permesso con una delibera di Stato pagando una somma irrisoria per loro (legge Bersani), quando noi pagavamo anche per loro. Rifacendomi al discorso di tanti operatori del settore in questo periodo e soprattutto da chi vive quotidianamente la situazione in queste sale sono ovviamente d’accordo con quelli che dicono che noi siamo anche psicologi con i nostri clienti e ci teniamo a loro perché ovviamente il cliente viene prima di tutto. Tanti suppongono che noi siamo il male, invece per fortuna non è così. Noi siamo persone con tanti problemi come tutti ed è anche grazie a noi e all’indotto (provider legali si intende) che l’erario può avere da che esultare se riuscissimo a riaprire al più presto, in sicurezza perché per il momento sarà così e noi come sempre ci rimboccheremo le maniche per lavorare al massimo come abbiamo sempre fatto in questi ultimi periodi di difficoltà sia economiche che famigliari. Purtroppo o per fortuna il nostro, come tanti altri lavori,ci costringe ad essere presenti quando la maggior parte delle persone si può rilassare, vedi feste comandate o le domeniche. Per qualcuno potrebbe essere un peso questo lavoro ma vi assicuro che in 20 anni ho conosciuto persone fantastiche e gran lavoratori che erano presenti sempre con il sorriso. Adesso arrivano i cosiddetti tecnici che non conoscono assolutamente le realtà di questi ambienti e ci vengono a dire che siamo un pericolo per il contagio dovuto ad assembramenti, ma vorrei ricordare a lor signori che al  protocollo le sale si atterrebbero scrupolosamente, non devono essere politici o tecnici ad insegnarci come lavorare, visto che ancora prima del decreto del marzo 2020 tantissime sale avevano già fatto il distanziamento sociale e si erano già attrezzate per la sicurezza sia dei clienti che dei lavoratori. Quindi ad oggi tantissime famiglie che lavorano in questo settore tipo la mia stanno facendo fatica, e molta, ad andare avanti, perché il nostro governo fa finta di nulla. Anzi arriva gente come il senatore Crimi (M5S) che spera non riaprissimo più. Ma questo governante sa quanto le sale scommesse versano allo Stato in un mese? Secondo me no, perché se lo sapesse non avrebbe pronunciato certe frasi. Noi ripartiremo, si spera, in sicurezza ovviamente, perché noi come tutte le sale scommesse in Italia di Snai, Eurobet, PlanetWin e altre siamo stati, siamo e saremo sempre un punto di ritrovo per persone che ormai sono dei familiari”.

Advertisement

SE HAI DA DIRE QUALCOSA ANCHE TU, VUOI RACCONTARE LA TUA STORIA DI LAVORATORE DEL GIOCO LEGALE, INVIA UNA EMAIL A [email protected]

o un messaggio via facebook alla pagina Jamma-Il quotidiano del Gioco

Ricordati di indicare il tuo nome