A testa alta Andrea, dipendente in una sala bingo, ricorda l’importanza del suo lavoro, sottolineando come solo una piccola minoranza di persone abbia problemi con il gioco.

“Cari governatori, questa manovra contro le strutture del gioco in tempo di coronavirus non riesco proprio a concepirla. Facile puntare il dito e mostrare come esse siano il male del mondo ma solo chi le frequenta sa che non è così. Io lavoro presso la Atlantica Bingo di Cesenatico (FC) e posso confermare come noi dipendenti e soprattutto i titolari si impegnano al 100 per cento per offrire un servizio responsabile che si riflette poi nell’apprezzamento dei clienti che ci reputano come una vera e propria famiglia. Bisogna ricordare che tutti quelli che frequentano il bingo, o il gioco in generale, sono delle persone, maggiorenni tra l’altro, e hanno il diritto di trascorrere il loro tempo come meglio credono. Nella vita ci sono molte cose che fanno del male se vissute in maniera estrema, così anche il gioco. Il modo giusto per affrontare tutto questo non è chiudere le strutture prima citate, se si volesse aiutare realmente queste persone, e non tutte, credo siano necessari aiuti prettamente personali. Il mondo del gioco è frequentato da tante persone e considerarle tutte, senza conoscerle, malate ludopatiche è una vera e propria forma di discriminazione. Questo settore oltre ad aver aiutato parecchio lo Stato economicamente dà lavoro a moltissime persone che ora per una decisione del tutto insensata rischiano di perdere il lavoro. In questo periodo di epidemia attraverso le giuste misure di sicurezza le ‘strutture del gioco’ sono in grado di assicurare massima sicurezza e igiene sia grazie all’attenzione dei titolari sia grazie alla predisposizione di noi dipendenti nell’essere responsabili. Noi ci siamo e i nostri clienti, trattati in maniera esemplare, ci aspettano”.

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