A testa alta Vincenzo, dipendente in una sala bingo, racconta la sua storia.

“Nessuna vergogna e urlo a testa alta insieme ai miei colleghi ‘no, non ci stiamo’. Ci uniamo a tutti coloro che stanno man mano urlando insieme a me sparsi per l’Italia, ci scartano, non ci nominano ma la tassazione la continuano ad aumentare. Ebbene sì, in Italia il gioco d’azzardo è quella piccola realtà che fa entrare nelle tasche dello Stato miliardi di euro all’anno eppure non ci nominano neanche quando fanno una conferenza, oppure emanano un decreto e certi senatori esultano anche per la nostra sospensione di attività, ma noi che faremo tanto di male? Io mi chiamo Vincenzo, sono un operatore di una sala bingo di nome Eurobingo sita ad Aversa (CE). Lavoro da più di 10 anni in questo settore. Si tratta di una sala bingo, slot/vlt e scommesse, una struttura che offre tutti i servizi al cliente. Non ci facciamo mancare nulla ma è tutto legale, il nostro rapporto con la gente è pura empatia professionale. I miei proprietari danno da mangiare a quasi 100 famiglie, noi lavoriamo dignitosamente 365 giorni l’anno mentre ci insultano. Noi nelle migliori feste abbiamo abbandonato le famiglie per lavorare in queste strutture cresciute man mano. Ci sono i nostri sacrifici, i nostri sudori, io voglio urlare a voce alta che il diritto a lavorare è costituzionale e con le dovute distanze e precauzioni e rigorosamente massima professionalità noi potremmo lavorare come tutti gli altri. E voglio anche dire che la cassa integrazione non è ancora arrivata”.

SE HAI DA DIRE QUALCOSA ANCHE TU, VUOI RACCONTARE LA TUA STORIA DI LAVORATORE DEL GIOCO LEGALE, INVIA UNA EMAIL A [email protected]

o un messaggio via facebook alla pagina Jamma-Il quotidiano del Gioco

Ricordati di indicare il tuo nome