A testa alta Giovanni, lavoratore nel settore dell’ippica, scrive alla politica.

“Ancora ad aspettare che il comitato riesca a trovare la soluzione per la riapertura delle sale giochi? Ma dai, se non si alzano dalle poltrone che grazie a questo governo di incapaci stanno occupando per nulla e non entrano in una sala scommesse o in un ippodromo non capiranno mai. Tanto a loro cosa importa delle sale? Si sono aperti altri giochi. Cosa volete che importi a queste persone del giocatore, degli addetti al lavoro delle agenzie o dei loro proprietari? Nulla, semplicemente nulla. Poi non riesco a capire una cosa, corse a porte chiuse e agenzie chiuse, però vedo che ad ogni corsa ci sono le quote, pagano i vincenti, ma dove si gioca tutto questo? Forse dentro al palazzo del governo”.

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