Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) ha accolto – tramite ordinanza – il ricorso presentato da Sisal contro l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, della nota dell’Agenzia delle Dogane prot. n. 468942/RU del 18 dicembre 2020; nonché occorrendo, della successiva nota dell’Agenzia delle Dogane prot. n. 39382/RU del 5 febbraio 2021, inoltrata a mezzo PEC in pari data, nonché per l’accertamento della impossibilità sopravvenuta in parte qua della prestazione prevista dal citato art. 15, commi 2 e 3, della Convenzione di concessione sottoscritta in data 26 giugno 2009, nella parte in cui imponeva al concessionario l’obbligo di spendere in interventi “pubblicitari e promozionali”, una quota parte dell’aggio riconosciuto al Concessionario, pari all’1,82% degli importi complessivi delle giocate raccolte attraverso la rete distributiva, a seguito dell’entrata in vigore dell’art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge L. 9 agosto 2018, n. 96 e della conseguente estinzione, in parte qua, ai sensi e per gli effetti 1256 c.c., della quota parte di obbligazione divenuta impossibile, nonché della correlativa non debenza all’erario delle somme di cui al predetto aggio del Concessionario, che non avrebbero più potuto essere spese per interventi promozionali e pubblicitari e di ogni altro atto ad essi presupposto, coordinato, connesso e/o conseguente.

Si legge: “Considerato che le censure formulate dalla ricorrente richiedono un approfondimento non compatibile con la delibazione sommatoria che caratterizza la presente fase cautelare;

Considerato che dall’esecuzione degli atti gravati, con i quali si intima il versamento nei confronti dell’Erario dell’ingente somma di euro 24.288.420,22, deriva per la ricorrente un immanente e grave pregiudizio;

Considerato che, nelle more della definizione del giudizio e in considerazione della natura degli interessi in gioco, l’interesse della ricorrente a non versare la predetta somma appare meritevole di tutela rispetto all’opposto interesse alla riscossione fatto valere dall’amministrazione procedente;

Ritenuto pertanto opportuno disporre la sospensione degli atti impugnati, nella parte in cui si richiede il versamento della somma di denaro innanzi indicata, al fine di mantenere, durante il tempo necessario a giungere alla decisione sul ricorso, la res adhuc integra;

Ritenuto altresì che la posizione dell’amministrazione può ritenersi comunque salvaguardata subordinando la concessione della predetta misura cautelare alla prestazione da parte della ricorrente di un’apposita fideiussione bancaria a prima richiesta rilasciata da un primario istituto bancario in favore dell’amministrazione, valevole sino alla definizione della causa, avente ad oggetto la garanzia del pagamento di un importo pari alla somma portata dai provvedimenti gravati con l’odierno ricorso, da prodursi all’amministrazione entro il termine di venti giorni dalla comunicazione del presente provvedimento a pena di decadenza, in via retroattiva, della misura cautelare disposta;

Ritenuto di compensare le spese della presente fase di giudizio ai sensi dell’art. 57 c.p.a..

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, sede di Roma, Sezione Seconda, accoglie l’istanza di misure cautelari nei limiti e nei termini di cui in motivazione.

Fissa per la trattazione di merito del ricorso l’udienza pubblica del 17 novembre 2021”.