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(Jamma) – “Inaccettabile”. Così i senatori del Partito Democratico Franco Mirabelli e Stefano Vaccari commentano l’annuncio dato ieri dalla FIGC di aver scelto l’agenzia di scommesse sportive Intralot come premium sponsor delle Nazionali italiane di calcio.

 

“La Federazione italiana gioco calcio ha diffuso la notizia che Intralot, il network multinazionale di scommesse e giochi online, sarà niente meno che Premium Sponsor delle nostre Nazionali di calcio. Si tratta di un accordo inaccettabile e per questo chiediamo alla FIGC di ripensare questa scelta scellerata e di fare dietrofront”.

 

“In conferenza stampa – spiegano i senatori dem in una nota – il direttore generale della FIGC Michele Uva ha motivato la decisione con l’affinità di valori con Intralot, sottolineando l’intenzione di creare un percorso socio-educativo per combattere la ludopatia. Intralot è una multinazionale di scommesse non solo calcistiche e giochi anche d’azzardo online, ha come obiettivo quello di accrescere il numero dei giocatori e il giro di tutti i giochi che fornisce”.

 

I due politici sostengono che la scelta annunciata ieri dalla FIGC, “se pure affiancata in teoria da campagne contro la ludopatia, non è compatibile con la battaglia contro il gioco d’azzardo illegale, il contenimento del gioco d’azzardo legale, il contrasto delle dipendenze che lo Stato persegue. Inoltre la scelta, vista la penetrazione mediatica della nostra nazionale di calcio, è in evidente contraddizione con la proibizione della pubblicità sui giochi in tv. Le nostre Nazionali di calcio rappresentano valori di tutt’altro tenore e per questo FIGC – concludono i senatori dem – deve al più presto tornare sui propri passi”.

 

“Guardiamo con profondo scetticismo alla sponsorizzazione della Nazionale di calcio da parte di un operatore del betting – ha rincarato la dose Roberto Tascini, presidente dell’Adoc – al di là delle finalità dell’accordo, sicuramente nobili, espresse dalla Figc e da Intralot, a livello d’immagine e di impatto psicologico sui consumatori, in particolari minorenni e anziani, crediamo che sia quantomeno inopportuno collegare un simbolo dello sport per tutti gli italiani come la Nazionale di Calcio al mondo delle scommesse e dell’azzardo”.

 

“Una cosa inammissibile. Il Parlamento, con il placet del Governo, ha previsto nella legge di stabilità 2016 il divieto di pubblicità televisiva per il gioco d’azzardo. Renzi sia coerente e intervenga presso la FIGC per cancellare questo contratto di sponsorizzazione”. Lo afferma il deputato di Sinistra Italiana Giovanni Paglia, componente della commissione Finanze di Montecitorio. “Non vi è dubbio che la sponsorizzazione delle Nazionali di Calcio rappresenti un fortissimo investimento pubblicitario, destinato anche ad un pubblico di minori e con enorme capacità di diffusione mediatica”, prosegue l’esponente di Sinistra Italiana. “Ho presentato una interrogazione urgente per chiedere al Governo di intervenire e fermare questa offesa al buon senso vista la palese distanza fra il messaggio positivo che lo sport, e in particolare le Nazionali di Calcio devono lanciare, e il devastante impatto del gioco d’azzardo e della ludopatia”, conclude Paglia.

 

Parole forti da parte di politica e associazioni, secondo noi esagerate, l’ennesima dimostrazione di una visione retrograda della realtà, che in Italia pare sempre più distante da quella vissuta in molti altri paesi europei. Ci risulta infatti incomprensibile come, continuando a strumentalizzare il mondo del gioco, ci si possa accanire verso una società seria e impegnata nel sociale, che proprio con questo accordo mira ad un progetto “culturale fondato su valori autenticamente condivisi, nella convinzione che lo sport sia il modo migliore per parlare a tutti gli italiani e costruire una cultura del gioco consapevole e responsabile. Grazie a questo accordo sarà possibile avviare dei percorsi per dare forza a diversi progetti di utilità sociale e di interesse pubblico, tra cui l’accessibilità diffusa allo sport, il sostegno dei giovani talenti e la lotta contro le varie forme di illegalità che possono colpire il mondo del calcio e del gioco”.

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