“Noi dovremmo parlare di paradisi “normativi”, piuttosto che di paradisi “fiscali”. Sono quei paesi dove le mafie hanno una specifica capacità nel riuscire a piegare le norme o aggirarle, sfruttando le falle dei sistemi internazionali. Inoltre, proprio i più recenti sviluppi giudiziari, ci fanno intravedere che questa distinzione di cosa nostra, ’ndrangheta, camorra come entità criminali diverse e separate quasi non corrisponde più alla realtà. Gli esempi si ricavano dalle indagini, dalle evidenze investigative in più occasioni: per esempio, nel traffico di cocaina le diverse organizzazioni operano insieme pro quota.

Allo stesso modo nel settore del gioco online: stessi soggetti esperti nel settore finiscono per essere riferimenti per la mafia, la camorra e la ’ndrangheta. Anche nel settore del riciclaggio di denaro accade la stessa cosa. Emerge un quadro di evidenze che dimostra come le diverse mafie operano assieme, come unica entità. Questo ci dice che è necessario un ulteriore passo in avanti, gli uffici e gli organi deputati al contrasto devono condividere informazioni e lavorare sempre di più in sinergia. Sempre di più, le Direzioni Distrettuali hanno esigenza di condividere le conoscenze, anche a livello internazionale, così come i nostri investigatori con le altre polizie dei diversi paesi. Le mafie si combattono con la più ampia conoscenza, la più ampia condivisione che sia propria di tutti coloro che operano sul territorio nazionale; in questo senso anche le banche dati sono fondamentali”.

Lo ha detto Federico Cafiero de Raho (nella foto), Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo in un’intervista all’Eurispes.