La tassa su tutte le vincite al gioco in Grecia è destinata a slittare al prossimo luglio.
Il ministro delle Finanze ha presentato un emendamento alla norma nel quale si posticipa da marzo a luglio la nuova tassa. Con la legge 4764/2020 di dicembre e la modifica appena presentata, vengono consolidate le nuove aliquote, suddivise in 4 fasce.

L’imposta sarà zero per i profitti fino a 100 euro, 2,5% per i profitti da 100 a 200 euro, 5% per i profitti da 200 a 500 euro e 7,5% per i profitti oltre i 500 euro. Questo per le scommesse.

Al contrario, nel gioco d’azzardo per sessioni di gioco, le vincite pagate o accreditate al giocatore al termine della sessione di gioco sono soggette a tassazione per sessione di gioco, dopo aver detratto un importo esentasse di cento (100) euro, ad un’aliquota del quindici percento (15%) per i profitti fino a cinquecento (500) euro e del venti percento (20%) per i profitti di cinquecento euro e un centesimo (500,01) e oltre.

Il diverso trattamento fiscale delle categorie ha sollevato la questione della “proporzionalità” da parte delle società di gioco d’azzardo.

L’emendamento soddisfa la richiesta di proroga del nuovo regime da luglio (e non da marzo come inizialmente previsto, in quanto i bookmaker online hanno parlato sia della necessità di chiarire cosa si intenda esattamente per ‘biglietto’ nelle scommesse sia l’adeguamento tecnico al nuovo regime.

Tuttavia, le società di gioco d’azzardo nazionali e internazionali hanno già sottolineato che sia l’iniziativa del governo – per espandere la base imponibile dei giocatori – sia lo scopo del nuovo regolamento – cioè il finanziamento delle squadre di calcio – rappresentano un problema.

Per quanto riguarda la prima , si stima che dal cambio di tassazione i giocatori si rivolgeranno a scommesse “illegali”, in gran parte seguendo il meccanismo di rivolgersi ai “mercati neri” come è avvenuto con i prodotti del tabacco e gli alcolici.

Secondariamente tasse aggiuntive alle società per azioni, come le squadre di calcio, hanno già espresso la loro contrarietà in quanto ci sarebbe una questione di concorrenza.