Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso proposto da Betfair Italia S.r.l., contro la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dell’economia e delle finanze, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, in cui si chiedeva la riforma dell’ordinanza cautelare del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sede di Roma (sezione seconda), n. 7476 del 4 dicembre 2020 che confermava l’inclusione del betting exchange nel pagamento della tassa dello 0,50% sulla raccolta delle scommesse per salvare lo sport.

Si legge: “Ritenuto che, ad un primo esame tipico della presente fase, non sussistano i presupposti per la sospensione richiesta, poiché, in relazione al periculum in mora, risultano convincenti le deduzioni della difesa dell’amministrazione in ordine all’avvenuto versamento del rateo relativo al primo quadrimestre 2020 maggio – 31 agosto 2020 e alla prevedibilità dell’entità del secondo, essendo comunque sufficientemente tutelate le ragioni dell’appellante dalla tempestiva fissazione dell’udienza di merito dinanzi al T.a.r.; considerato inoltre che, nel contemperamento dei contrapposti interessi, appare prevalente, nell’attuale fase cautelare, quello pubblico rappresentato dalla necessità di reperire fondi per finanziare nel periodo emergenziale gli operatori del settore sportivo individuati dal d.l. 19 maggio 2020, n. 34, convertito in l. 17 luglio 2020, n. 77; ritenuto altresì che le spese della presente fase debbano seguire il criterio della soccombenza;

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) respinge l’appello cautelare n. 9559/2020”.