Il Consiglio di Stato ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato dal Ministero dell’Interno in cui si chiedeva la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia sezione staccata di Lecce (Sezione Terza) n. -OMISSIS-, resa tra le parti, in data -OMISSIS-, con la quale era accolto in parte e con riferimento al riesame il ricorso presentato per l’annullamento: del decreto del Questore di Taranto -OMISSIS-, notificato a mani il 28 maggio 2019, con cui era revocata la licenza ex art. 88 T.U.L.P.S. n. -OMISSIS-per la raccolta di scommesse ai sensi dell’art. 1 della Legge n. 190/2014 e ss.mm.ii., rilasciata in data -OMISSIS-, del decreto del Questore di Taranto -OMISSIS-, notificato a mani il -OMISSIS-, con cui era respinta l’istanza del -OMISSIS-, intesa ad ottenere il riesame in autotutela e il conseguente annullamento del decreto predetto, nonché di ogni altro atto presupposto, consequenziale o connesso.

Si legge: “Considerato che, con la sentenza appellata, il primo giudice respingeva il ricorso proposto per l’annullamento del decreto del Questore di Taranto di revoca della licenza ex art. 88 TULPS, tuttavia accogliendolo alla luce delle modifiche introdotte all’art. 7, comma 2 della l. reg. n. 43/2013 – con l’art. 1, comma 1, lettera a) della l. reg. Puglia 17 giugno 2019 n. 21, in relazione al decreto del -OMISSIS- con il quale era respinta l’istanza volta ad ottenere il riesame, riscontrando un deficit istruttorio e motivazionale, con conseguente obbligo dell’Amministrazione di rideterminarsi quanto al riesame in autotutela dell’atto di revoca della licenza di p.s.;

Rilevato che, in questa sede, l’Amministrazione deduce la contraddittorietà della sentenza laddove pur ritenendo legittimo il provvedimento alla luce della previgente disciplina ha annullato il diniego di riesame sulla base della disciplina transitoria contenuta nella nuova norma regionale che fa salve le licenze già concesse, in quanto la revoca sarebbe intervenuta prima dell’entrata in vigore dei nuovi parametri attinenti alla distanza dei locali adibiti al gioco dai luoghi ritenuti sensibili ai fini della lotta alla ludopatia;

Rilevato che l’Amministrazione dichiara che, nelle more, pur avendo avviato il procedimento di riesame, ha appreso in sede di accertamento che l’attività della Società odierna appellata non rispetterebbe comunque la distanza di 250 metri da altri due siti sensibili (una struttura sanitaria e un istituto scolastico);

Rilevato che a riguardo risulta depositata nota del comune di Grottaglie che si riserva di proporre appello;

Ritenuto – ad un primo esame proprio della presente fase di giudizio – che l’Amministrazione risulta aver rigettato l’istanza di riesame sulla base della valutazione del tempo in cui è stato emanato il provvedimento, nonché sul mancato mutamento della situazione di fatto ed ancora in ragione della valutazione della non tutelabilità di alcun affidamento, stante la presenza di una comunicazioni sin dal 2017;

Ritenuto, peraltro, che secondo quanto emerso nella presente fase cautelare, sembra rimanere la preclusione della distanza – sia pur fissata in 250 m. – dai luoghi sensibili come individuati dalla l. reg. Puglia n. 21/2019;

Ritenuto, pertanto, che l’appello cautelare deve essere accolto nella valutazioe del preminente interesse di tutela della salute pubblica a cui sono indirizzate le misure di prevenzione della ludopatia e, per l’effetto, deve essere sospesa l’esecutorietà della sentenza di primo grado con riguardo alla statuizione in ordine al dovere dell’Amministrazione di rideterminarsi quanto al riesame in autotutela dell’atto di revoca della licenza di p.s. ;

Ritenuto che non essendosi costituta la parte appellata e che, in ragione della peculiarità della fattispecie esaminata, sussistono giusti motivi per compensare le spese della presente fase di giudizio;

Ritenuto di demandare ad un successivo decreto la fissazione dell’udienza pubblica per la definizione del merito del giudizio;

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza), accoglie l’istanza cautelare (Ricorso numero: 9673/2020) e, per l’effetto, sospende l’esecutività della sentenza impugnata con riguardo a quanto specificato in motivazione. Manda ad un successivo decreto per la fissazione dell’udienza di merito.

Spese compensate”.