E’ una denuncia indirizzata ad amministratori, politici, istituzioni, forze di polizia e anche alla stampa quella di alcuni imprenditori contro il regolamento che, nel territorio del Comune di Lodi, impedisce l’apertura di sale scommesse ‘legali’, a tutti vantaggio delle attività di raccolta scommesse senza autorizzazione.

“Siamo gestori di sale scommesse sul territorio territorio del comune di Lodi, abbiamo sempre operato con bookmaker esteri privi di concessione in quanto sono anni che proviamo ad entrare nel mercato del gioco legale ma a causa dell’ordinanza comunale abbiamo subito discriminazione in quanto il comune applica il distanziometro alle sale scommesse (codice ateco attività 92.00.09)”, fanno sapere.

E in effetti il regolamento approvato nel settembre 2015 “integra ed estende le disposizioni introdotte dalla legge regionale 8/2013 sul rispetto delle distanze minime delle nuove sale giochi da determinati siti sensibili, stabilendo inoltre i requisiti indispensabili da soddisfare per la corretta presentazione delle dichiarazioni di inizio attività (SCIA), subordinata a particolari prescrizioni urbanistiche (tra le quali l’impossibilità di monetizzare la dotazione di parcheggi a uso pubblico, l’obbligo di elaborare una valutazione del traffico indotto e dell’impatto sulla viabilità esistente, l’applicazione delle norme in materia di superamento delle barriere architettoniche e di impatto acustico)”, come specifica la stessa amministrazione comunale.
“Vengono stabiliti il divieto di insediamento di tali attività al piano terra di edifici residenziali (ovvero qualora ai piani superiori sia prevista la destinazione abitativa) ed orari di attività specifici.
L’obiettivo del regolamento è quello di assicurare idonei livelli di servizio da rendere all’utenza, di salvaguardare il rispetto della sicurezza e della quiete pubblica e di ridurre l’esposizione al rischio del fenomeno delle ludopatie per le categorie maggiormente vulnerabili ed in particolari per i minorenni.

L’adozione di questo nuovo strumento fa seguito all’impegno intrapreso dall’amministrazione comunale con l’adesione al “Manifesto dei Sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo”, deliberata dalla giunta lo scorso febbraio, al fine di contenere la diffusione incontrollata del fenomeno del gioco, la cui entità è progressivamente aumentata negli ultimi anni in tutta Italia, con significativi riflessi anche a livello locale, determinando conseguenze negative sia di ordine sociale che di ordine sanitario, come testimoniato anche dai dati dei casi trattati dal servizio dipendenze dell’Azienda Sanitaria, che stanno facendo registrare un considerevole incremento delle dipendenze da gioco.

Per quanto riguarda la collocazione di nuove sale da gioco e agenzie per la raccolta di scommesse e l’installazione di nuovi apparecchi in esercizi già in attività, dovrà essere rispettato il limite di 500 metri di distanza da: istituti scolastici pubblici e privati di ogni ordine e grado; istituti religiosi, chiese, oratori e luoghi di culto in genere; impianti sportivi; strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario e sociosanitario; strutture ricettive per categorie protette; luoghi di aggregazioni giovanile o accoglienza; pubblici uffici, sedi di caserme o sedi istituzionali delle Forze dell’Ordine; edifici vincolati da parte della Soprintendenza per i Beni Architettonici; ospedali e sedi di servizi sanitari, sedi operative di associazioni di volontariato; istituti bancari giardini, parchi e spazi pubblici attrezzati e altri spazi verdi pubblici attrezzati; “Compro Oro” o simili.

La distanza è misurata sul percorso pedonale più breve che collega i rispettivi punti di accesso. Per evitare che la disponibilità immediata di denaro contante costituisca incentivo al gioco, all’interno del locale non potranno essere presenti sportelli bancari, postali o bancomat e non potranno essere aperte sale nel raggio di 500 metri da sportelli bancari, postali o bancomat, né agenzie di prestiti di pegno o attività in cui si eserciti l’acquisto di oro, argento od oggetti preziosi. Nel caso in cui tali attività fossero presenti in immobili locati o concessi dal Comune, non si procederà al rinnovo del contratto alla prima scadenza di legge”.

“Si tratta dell’ennesima discriminazione nei confronti del gioco pubblico legale”, scrivono gli imprenditori “offrendo cosi la possibilita’ nel proliferare del gioco illegale non tutelando utenti finali ne gestori in quanto non regolarizzato da ADM e Questura. Siamo comunque a chiedervi di poter intervenire, modificando il regolamento in vigore omettendo di fatto la dicitura discriminatoria sale scommesse, permettendo cosi di poter operare nel mercato regolamentato” conludono.