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(Jamma) Importante svolta nel caso che vedeva Francesco Corallo, fondatore della concessionaria Global Starner, indagato per i finanziamenti illeciti della Banca popolare di Milano e per i quali è stata richiesta la decadenza della concessione stessa.

Il tribunale di Milano ha infatti considerato nullo per un vizio procedurale l’avviso di conclusione delle indagini e quindi la richiesta di rinvio a giudizio e l’udienza preliminare, inviato nel 2014 dalla Procura a carico di Francesco Corallo. Considerato che Corallo non ha mai assunto la qualità di imputato per associazione a delinquere, secondo i suoi legali “è inesistente il presupposto della decadenza della licenza”.

Tra l’altro, una delle contestazioni principali dell’inchiesta, ossia la presunta corruzione privata da parte di Corallo e della sua società per un finanziamento dall’istituto di credito, allora diretto da Ponzellini, di 140 milioni di euro con cui ottenere le concessioni per il gioco d’azzardo legale, era già caduta perché il nuovo management di Bpm, dopo l’uscita del banchiere (presidente tra il 2009 e il 2011) aveva ritirato la querela necessaria per quel reato.

Alla luce dei nuovi fatti la società concessionaria ha presentato all’Agenzia Dogane e Monopoli una diffida per ottenere l’annullamento della decadenza: considerato che “Il tribunale di Milano – dopo aver peraltro pronunciato l’assoluzione con la più ampia formula nei confronti di tutti i coimputati (presunti associati) di Francesco Corallo, tra cui Alessandro La Monica, procuratore della società fino al 2013, il cui rinvio a giudizio è stato pure ritenuto espressamente rilevante da codesta Agenzia ai fini della pronunciata decadenza – ha dichiarato la nullità dell’originario provvedimento di conclusione delle indagini, con conseguente nullità ‘a cascata’ di tutti gli atti conseguenti, tra cui espressamente la richiesta di rinzio a giudizio di Corallo”.

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