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L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha avviato una consultazione sulle linee guida per il divieto di pubblicità di giochi e scommesse previsto dal Decreto Dignità, attraverso la compilazione di un questionario rivolto ai soggetti interessati, tra cui operatori di gioco, istituzioni, stakeholders e associazioni, per “acquisire ogni utile elemento di informazione e valutazione” e per “delineare più dettagliatamente l’ambito di intervento dell’Autorità, anche in ragione delle esigenze di certezza giuridica degli operatori del settore che esercitano l’attività in regime di concessione”.

“Considerate la finalità perseguita dal legislatore di porre in essere una più efficace azione di contrasto al crescente fenomeno della ludopatia – si legge nella delibera dell’Agcom –, considerata la necessità di garantire l’applicazione della norma tenendo conto delle previgenti discipline in materia di pubblicità di giochi a pagamento e la necessità, in particolare, di delineare più dettagliatamente l’ambito di intervento dell’Autorità anche in ragione delle esigenze di certezza giuridica degli operatori del settore che esercitano l’attività in regime di concessione” e considerato che, oltre a quanto già esposto, “si deve tener conto dell’elemento di novità rappresentato dal fatto che per la prima volta l’Autorità è chiamata ad esercitare i poteri di vigilanza e sanzionatori di cui all’art. 9 del Decreto Dignità (…) è avviato il procedimento per l’acquisizione di ogni utile elemento di informazione e valutazione sulle modalità attuative del Decreto dignità da parte dell’Autorità. Entro 10 giorni dalla pubblicazione della delibera sul sito web dell’Autorità, i soggetti interessati sono invitati a far pervenire all’Autorità le risposte al questionario. Il termine di conclusione del procedimento è di 45 giorni dalla data di pubblicazione del presente provvedimento sul sito web dell’Autorità”.

Nel questionario, si chiede quali ambiti del divieto di pubblicità o di sponsorizzazione “meritano interventi chiarificatori”, come “debba interpretarsi la nozione di pubblicità indiretta”, quali contratti rientrano nella definizione di “contratto di pubblicità” e quali invece ne sono esclusi (fornendo degli esempi concreti), cosa si intende per “altre forme di comunicazione di contenuto promozionale” (e se in questa definizione rientrano i loghi e i marchi). Inoltre l’Agcom chiede di “indicare in via generale le tipologie di comunicazioni commerciali con contenuti diretti a promuovere la vendita o a incentivare il consumo di prodotti o ad incentivare il consumo dei servizi di gioco, che ricadono nell’ambito del divieto”, di “descrivere in particolare le principali tipologie di comunicazione commerciale aventi ad oggetto il settore del gioco con vincite in denaro utilizzate negli ultimi 5 anni” e di “descrivere le tipologie di accordi di sponsorizzazione del settore del gioco con vincita in denaro e dettagliare le attività di sponsorizzazione effettuate attraverso l’utilizzo congiunto di loghi e claim e/o contenuti pubblicitari”. Il questionario chiede anche se “la stampa specializzata destinata ai soli operatori del settore andrebbe esentata” o come “debbano essere trattati i casinò ancora operanti sul territorio italiano”. Infine si chiede di descrivere “eventuali criticità e fornire informazioni o studi utili ad evidenziare gli effetti sociali ed economici dell’applicazione della norma sul divieto di pubblicità dei giochi nel breve e lungo termine”.

L’Agcom ha ritenuto in questo modo “di acquisire ogni utile elemento di informazione e valutazione sulle modalità attuative della norma in esame procedendo preliminarmente alla somministrazione di un questionario per acquisire elementi utili ad una più chiara ed efficace perimetrazione delle attività dell’Autorità nei nuovi ambiti ad essa assegnati”.

L’inosservanza delle disposizioni contenute nel Decreto dignità in tema di pubblicità di giochi e scommesse “comporta a carico del committente, del proprietario del mezzo o del sito di diffusione o di destinazione e dell’organizzatore della manifestazione, evento o attività, l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria di importo pari al 20 per cento del valore della sponsorizzazione o della pubblicità e in ogni caso non inferiore, per ogni violazione, a euro 50.000”.

DELIBERA AGCOM

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