A testa alta anche quando tutto sembra remare contro. Rossella non ha nemmeno ancora aperto la sua sala scommesse, travolti dall’emergenza prima di inaugurare il locale

Sono Rossella, ho 30 anni di Gioia del colle.

Il mio compagno, già nel settore da 12 anni, ha chiuso la precedente attività e abbiamo deciso insieme di aprirne un’altra affidandoci ad un nuovo gestore.

Fermi da 9 mesi per i cavilli burocratici cercando di rispettare il nuovo regolamento disposto dalla Regione Puglia per il settore scommesse.

Come molti sapranno infatti una legge regionale impone il rispetto di distanze minime dai luoghi sensibili per le attività di gioco e scommesse di nuova apertura.

Con difficoltà, e devo dire assistiti dalla fortuna, abbiamo trovato un locale adeguato, e così è partito l’iter per il rilascio della licenza.

Abbiamo consegnato i documenti alla Questura di zona a Febbraio, certi che avremmo potuto aprire per Marzo.
Poi la pandemia che ha coinvolto il mondo, e ora tutto si è fermato.

Per lo Stato non esistiamo in quanto non abbiamo ancora aperto anche se sosteniamo le spese di un’attività di fatto ferma.

Non rientriamo in nessuna categoria che possa usufruire di aiuti ed il nostro ingente investimento ormai è agli sgoccioli.

Nessuno sa darci risposte, rimbalzati qua e là da più uffici.

Viviamo con la paura di non poter aprire e di vedere vanificati i nostri sforzi e sprecati i nostri risparmi.

Siamo vicini ai colleghi e vorrei dare voce a chi come me è rimasto con un sogno appeso ad un filo e sacrifici economici butatti al vento

P.S. non ci hanno nemmeno consentito di completare il locale”.

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