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(Jamma) – Durante il consiglio comunale di ieri a Siena è stata presentata un’interrogazione illustrata da Stefania Bufalini e sottoscritta anche da Gianni Porcellotti, Federico Nesi, Katia Leolini, Carolina Persi, Rita Petti, Massimiliano Bruttini, Giulia Periccioli, Ivano Da Frassini, Simone Vigni e Gianni Guazzi, i quali hanno richiamato, da un lato, la delibera del febbraio 2014 con la quale la Giunta ha aderito al “Manifesto dei sindaci contro il gioco d’azzardo” e, dall’altro, lo schema di regolamento proposto da ANCI Toscana per i Comuni che intendano disciplinare le attività imprenditoriali connesse alle tipologie di gioco lecito con vincite in denaro.

Alle richieste della consigliera di sapere se il Comune di Siena intenda adottare un regolamento di questo tipo e quali azioni possono essere messe in atto dalla Società della Salute senese con i fondi nazionali dedicati alla prevenzione e alla cura delle patologie derivanti dal gioco d’azzardo, ha risposto l’assessora alla Salute, Anna Ferretti, la quale ha riconosciuto che a Siena, pur essendo una città con percentuali basse rispetto ad altre realtà, il problema si sta diffondendo in modo preoccupante.

Dal punto di vista normativo, l’assessora ha informato che, in base alla legge n° 208/2015 recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato”, è stato istituito un fondo al Ministero della Salute per la prevenzione del gioco d’azzardo patologico, dotato di 50 milioni di euro annui ripartiti tra le Regioni. Alla Toscana sono stati assegnati nel novembre 2016 oltre 3 milioni e 150mila euro. La Regione ha quindi chiesto a ognuna delle tre aziende USL di redigere progetti confacenti ai bisogni dei rispettivi territori per implementare un’attività di prevenzione sulla patologia da gioco.

L’azienda USL Toscana sud-est, che interessa il territorio senese, ha presentato tre progetti, corrispondenti alle zone-distretto delle vecchie provincie, che sono stati approvati nella Conferenza aziendale dei sindaci di area vasta il 25 gennaio scorso. Le tre Società della Salute della provincia di Siena e la zona-distretto Amiata hanno presentato un progetto che prevede la costituzione di una rete formata da USL, Comuni, Forze dell’ordine, categorie economiche e volontariato al fine di promuovere azioni condivise sul territorio. Tali azioni, in particolare, sono finalizzate alla raccolta dei bisogni di salute, alla prevenzione del gioco d’azzardo e alla formazione di figure “chiave” nelle comunità territoriali.

Nel merito operativo, a partire dal prossimo mese di settembre, sono previsti interventi in scuole, luoghi di gioco, spazi di aggregazione e animazione sociale, sportelli di accesso, anche con il contributo di matematici che siano in grado di spiegare gli inganni del gioco d’azzardo, in ogni sua forma: dalle slot machine, alle proposte online. Inoltre, sono in programma: la costituzione di uno sportello provinciale per la consulenza legale rivolta a giocatori, familiari e operatori; l’attuazione di interventi rivolti agli esercenti con mappatura dei luoghi di gioco, formazione dei gestori, e formazione sui rischi del gioco d’azzardo patologico; incontri con figure chiave dei territori quali medici di Medicina generale, parroci, operatori sociali; una campagna di comunicazione con diffusione di materiale.

Contemporaneamente, ANCI Toscana ha elaborato un bozza di regolamento comunale, in fase di esamina da parte dell’ufficio Commercio, che limita la proliferazione di nuove sale gioco e l’installazione di slot nel rispetto della legislazione vigente: altri strumenti apparentemente più incisivi come le limitazioni orarie o le chiusure degli esercizi vengono impugnati dai TAR perché è ancora difficile documentare e ottemperare il rischio di salute a fronte di limitazioni della libertà imprenditoriale. L’assessora ha concluso sostenendo che presto sarà avviato un percorso di concertazione con le categorie economiche, nell’auspicio di trovare collaborazione su un tema delicato per la salute dei cittadini perché il problema gioco d’azzardo innesca problemi di salute, sociali, di sicurezza e di usura che danneggiano le persone e la comunità nel suo insieme.

Soddisfatta della risposta la consigliera Bufalini, la quale ha auspicato che quanto prospettato dall’assessora possa concretizzarsi sia a livello locale sia tramite gli sviluppi normativi a livello parlamentare. La consigliera ha sottolineato l’importanza dell’elemento della formazione, in particolare nei confronti degli esercenti dei pubblici esercizi, sostenendo che quella del gioco d’azzardo è soprattutto una battaglia culturale.

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