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(Jamma) – “Il tema della pubblicità è molto importante. Ha un ruolo nel distinguere l’offerta legale da quella illegale ma ha anche un ruolo promozionale del gioco. Quasi tutti gli Stati europei si stanno allontanando da questa logica e non si vuole fornire al gioco un eccesso di legittimazione attraverso la pubblicità”.

E’ quanto dichiarato Alessandro Aronica (Adm), presentando l’intervento di Valerie Peano (Egla – European Association for the Study of Gambling), nell’ambito del convegno “Gioco online, problemi, opportunità e strategie future”, organizzato all’Università degli Studi di Salerno dall’ateneo e dall’Osservatorio internazionale sul gioco.

“Che cosa è stato fatto in Italia nel campo della pubblicità? Nel 1989 si è vietata quella sul gioco illegale, mentre con il decreto Balduzzi si sono introdotti divieti come quelli dei messaggi ai minori, introducendo anche le famose avvertenze sui rischi. Nel 2013 si sono introdotti gli orari sulla tv e nel 2016 le restrizioni in termini di contenuti del messaggio, ripresi dal Codice dello Iap (Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria). In nessun Paese dell’Unione Europea si è adottato un approccio proibizionistico. L’Europa ha scelto di formulare una raccomandazione in materia di pubblicità, si tratta di principi che rispondono a quelli adottati dallo Iap italiano e da altre autoregolamentazioni in altri Paesi. Il raffronto della legislazione italiana di disciplina delle attività di promozione e comunicazione commerciale del gioco con vincita in denaro, anche a distanza, con le scelte normative effettuate in altre giurisdizioni europee da una parte e la posizione delle istituzioni europee dall’altra, consente di confermare la bontà della linea di indirizzo intrapresa, delegittimando ogni tentato approccio proibizionistico di divieto assoluto della pubblicità che danneggia l’offerta legale del segmento online e la corretta informazione degli stessi consumatori”.

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