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“I motivi per cui Sisal lavora costantemente per garantire un gioco responsabile sono molteplici. A raccontare come questo impegno sarà sempre più concreto, e non solo una dichiarazione di intenti, sono Fabio Ventoruzzo, Corporate Communication & Sustainability Director, e Stefano De Vita, Responsible Gaming & Market Intelligence Director”. E’ quanto scrive l’azienda in una nota.

“Per noi e per la nostra attività è essenziale ragionare in ottica “sostenibile” a lungo termine. È il modo in cui facciamo business che deve diventare sostenibile per garantire il futuro del nostro settore stesso. Vi racconteremo, passo dopo passo, le attività concrete, tangibili e replicabili che stiamo mettendo in campo per attuare il nostro piano e raggiungere l’ambizioso obiettivo di avere “zero giocatori problematici” entro il 2030. Questo percorso – conclude la nota – rende necessario un commitment di tutta l’azienda, per questo il Gioco Responsabile è integrato in ciascuna area di business, perché i risultati economici non possono prescindere dalla protezione dei giocatori”.

“Sostenibilità è una parola abusata, se ne sente parlare in qualsiasi contesto e circostanza. Il rischio è di svilirne il senso profondo. Per noi sostenibilità significa durabilità. Durabilità della nostra attività e di quello che facciamo”, ha spiegato Fabio Ventoruzzo.

Fabio Ventoruzzo, Corporate Communication & Sustainability Director di Sisal

“Il nostro programma sul gioco responsabile non è una dichiarazione di intenti, una promessa, ma è un progetto concreto che stiamo mettendo in atto attraverso il lavoro di tantissime persone. Da quando abbiamo intrapreso questa strada non possiamo più permetterci passi falsi o défaillance, questo è un percorso virtuoso da percorrere tutti insieme per il futuro del gioco e del nostro lavoro”, ha aggiunto Stefano De Vita.

Stefano De Vita, Responsible Gaming & Market Intelligence Director di Sisal
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