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“Rappresentiamo chi gestisce il gioco, sin dal Totocalcio (1946). Dall’87 si gestisce in esclusiva il gioco del Lotto, il trend di crescita di raccolta di questo gioco è la dimostrazione del fatto che ha drenato l’offerta illegale, da sempre esistente. Il gioco del Lotto, d’altro canto, ha dato molto alla società anche attraverso il finanziamento di interventi pubblici. Oggi siamo bersaglio di una politica miope, ogni restrizione è un duro colpo, siamo già soggetti al distanziometro, ovvero le distanze minime tra le stesse tabaccherie”.

Lo ha detto Eilio Zamparelli (Vice Presidente nazionale Sts), intervenendo al convegno “A che gioco giochiamo” organizzato dall’Università di Salerno con la collaborazione dell’Osservatorio internazionale sul gioco e della città di Fisciano.

“Doversi privare dagli aggi derivanti dal gioco vuol dire rischiare la chiusura. Si colpisce attraverso il gioco una categoria seria e affidabile. Siamo soggetti a molti vincoli restrittivi, che sono nel nostro dna, come per i tabacchi e anche per il gioco. Assistiamo quotidianamente a interventi degli enti locali che in alcuni casi palesano stravaganza, per non parlare dei limiti orari, che in molti casi ci impediscono di raccogliere gioco. Pensiamo ad esempio al caso di Ventimiglia. La nostra è una attività che non potremo più fare, noi di notte siamo chiusi, come potremmo far funzionare le slot? Paradossalmente, diversamente da altre attività, in molti casi non possiamo spostarci. 200.000 addetti rischiano moltissimo, il loro posto di lavoro, e di questo nessuno parla. Si confonde invece il gioco con la ludopatia”.