pirrello

“Dopo un certo periodo di silenzio, giusto per onorare il mio ruolo associativo, sospinto anche da un forte desiderio di rivalsa da parte dei miei rappresentati, eccomi qui a sfogare o meglio esternare in merito l’attuale stato cui versa il settore degli apparecchi a vincita in denaro”.

Così in una nota Francesco Pirrello (Agge Sardegna).

“Beneficiati da alcuni provvedementi “ad personam” varati dalla precedente classe politica (grazie alla bontà dell’ex sottosegretario delegato), i Concessionari tutti, preventivamente allertati e zavorrati, nonostante il forte vento populista, hanno pensato bene grazie anche al particolare momento politico, di fare incetta del mercato del gioco a danno della maggior parte degli ignoti gestori nonché di alcuni loro dissidenti–rappresentanti .

Alla fine “ingiustizia è prevalsa” infatti le loro Fondazioni (fondate sul lavoro degli altri) hanno prevalso (almeno per il momento) ai soprannominati superando anche giudizialmente ogni tentativo di opposizione per questioni tecnicamente incomprensibili per noi malcapitati protagonisti.

Pertanto via libera ovvero licenza di agire in toto sebbene ciò però male si concilia con le previsioni e le promesse fatte dall’attuale rappresentanza governativa che manifestava, prima delle elezioni, contro le lobby in particolare quelle del gioco d’azzardo. Pertanto, se qualcuno per distrazione o inerzia non avesse ben capito quanto è successo queste mie due righe potrebbero tornare utili.

Infatti, mentre prima il mercato del gioco impiegava oltre 500.000 addetti, ovvero 15.000 e più imprese distribuite sul territorio nazionale, garantendo oltre che occupazione e legalità, un gettito erariale effettivo di oltre 8 miliardi di euro all’anno (personalmete fideiussati) tramite i Concessionari a cui era affidato il compito di rilevamento e controllo degli incassi degli apparecchi, ora essendosi di fatto instaurato un regime di monopolio e/o cartello da parte dei dodici Concessionari, gli stessi sarebbero i controllori dei controllati o se preferite autocontrollori!

Sinceramente appare alquanto anomala tale prospettiva anche perchè, dato il particolare momento di crisi e di voglia di riforme, sarebbe stato più logico oltre che più conveniente per lo Stato dare corpo alla tanto auspicata riforma del versamento diretto delle imposte sui giochi (PREU) tramite modello F24 dagli stessi operatori e proprietari degli apparecchi evitando ulteriori e non meglio definiti passaggi, così come avviene per gli altri giochi, nonché tutte le altre tasse.

Di conseguenza implementando e rafforzando i compiti delle lobby–concessionari alle funzioni ispettive di controllo si sarebbe potuto potenziare la lotta all’illegalità e all’evasione oltre che contribuire ad emarginare talune forme di dipendenza oggi particolarmente diffuse. Evidentemente, come spesso accade nel nostro Paese, ai buoni propositi e agli interessi della collettività prevalgono sempre gli interessi personali.

Speriamo che l’attuale Governo intervenga immediatamente ad evitare il peggio perchè non vorrei che sulla falsa riga di quanto già accaduto non si continui a favorire le grosse Lobby (banche – fondazioni – concessionari) e dato che oggi anche il business sugli apparecchi a vincita in denaro (slot machines) come il gioco on–line appartiene a loro, magari inserendo il gioco d’azzardo nelle terapie di contrasto contro lo stress e la disoccupazione” conclude Pirrello.

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