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(Jamma) – “Mio malgrado, giusto anche per integrare e ricollegarmi al precedente articolo, con la presente nota cercherò di fare luce in merito a determinate competenze ed incompetenze.

Sollecitato più volte in merito alla problematica sulla diversificazione dell’offerta di gioco presso i pubblici esercizi (bar e similari) ed in particolare circa presunte pressioni fatte sia ai gestori che agli esercenti da parte del personale operante (soprattutto funzionari dell’AAMS) al fine di ottemperare alle disposizioni di cui al decreto direttoriale 27/10/2003 e più precisamente all’art. 3 comma 3.

Fermo restando che l’AAMS ha stralciato dal proprio ambito di competenza tale disposizione (così come espressamente riportato nel decreto 27/11/2011) e come confermato a seguito di quesito proposto dal sottoscritto presso la direzione generale AAMS indirizzata al responsabile del settore giochi; nel precisare che il decreto in parola di per se non prevede alcuna sanzione e che lo stesso è privo di efficacia e quindi inapplicabile per l’attuale diversità degli apparecchi oggetto del medesimo provvedimento (esso infatti fa riferimento agli apparecchi di cui all’art. 110 comma 7/b (videopoker) e comma 6 del TULPS (vecchi awp) apparecchi oramai fuori mercato: i primi a far data dal 30 aprile 2004 e i secondi dal 15 dicembre 2009. Gli attuali apparecchi sono della tipologia di cui all’art. 110 comma 6 lettera a del TULPS (apparecchi dai parametri e dalle caratteristiche tecniche ben diverse dai precedenti e dismessi Comma 6).

A prescindere da quanto sopra esposto, in fase di controllo il personale preposto non puo’ in nessun caso contestare la succitata irregolarita’, ne tanto di meno pressare e/o intimidire i gestori e gli esercenti al fine di adempiere in merito (come da documentate segnalazioni e denunce da parte di gestori ed esercenti); l’eventuale verifica constatazione o segnalazione ad altra amministrazione competente che nella maggioranza dei casi riguarda il Comune lascia il tempo che trova ed è priva di fondamento sia in merito che in diritto. A riguardo se e quando necessario e’ possibile esibire tutta una serie di annullamenti e pronunce in favore di quanto asserito.

Pertanto al fine di tranquillizzare gli operatori oggetto di simili “persecuzioni” invito gli stessi a segnalare a codesta associazione Agge Sardegna all’indirizzo e-mail pirrello.fr@gmail.com ogni comportamento poco ispirato alla correttezza e rispetto dei reciproci ruoli. D’altronde con simili atteggiamenti viene messa in dubbio l’immagine e la credibilita’ di tutti gli addetti ai lavori politici e amministrazioni comprese, oggi piu’ che mai impegnati a prevenire certi fenomeni connessi alle patologie e al g.a.p. Da parte soprattutto dei minori, infatti con la scusa del gioco alternativo (freccette- biliardini elettrici – calcio balilla) ovvero giochi riservati a tale fascia d’eta’, questi avrebbero modo non solo di accedere in ambienti dedicati al gioco d’azzardo ma addirittura correrebbero il rischio data la “miscellanea” di cadere in tentazione se non addirittura indotti a perseguire la sorte con altre tipologie di apparecchi riservate esclusivamente ai maggiorenni (slot machines). E questo credo non sia ne educativo ne tanto di meno auspicabile”.

Francesco Pirrello

Presidente Agge Sardegna

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