“Mentre da più parti si chiede di inasprire i provvedimenti per le corse clandestine di cavalli, laddove si è già arrivati a giudizio, si rischia di finire il tutto con un nulla di fatto. Condannati in primo grado 15 imputati del clan Giostra per corse clandestine di cavalli su strada a Messina. Il secondo grado ha avuto l’ultima udienza il 3 di ottobre 2022. I difensori hanno tirato fuori che le intercettazioni, su cui si basa l’intero impianto di accusa, non sarebbero valide. Se la Corte invalidasse le intercettazioni, annullerebbe anche la sentenza di primo grado. Siamo in attesa del dispositivo di sentenza”. E’ quanto scrive in una nota l’associazione Horse Angels, che è parte lesa al processo, difesa dall’Avv. Giuseppe Marino del Foro di Reggio Calabria.

Roberta Ravello (Horse Angels): “Intanto siamo già scandalizzati che il primo grado non avesse riconosciuto l’associazione mafiosa, ora ancora più basiti che, mentre le corse clandestine continuano imperterrite in Sicilia alla luce del sole, nei pochi casi in cui si arriva a giudizio e a una condanna, tutto il lavoro delle forze dell’ordine possa essere vanificato perché gli avvocati tirano fuori che non è possibile usare le intercettazioni come prove. Tutto ciò poi cozza contro la nostra esperienza giuridica in altri processi in altre regioni per lo stesso reato, dove non solo le intercettazioni sono state usate e hanno costituito la prova fondamentale, ma si è arrivati alla sentenza definitiva in Cassazione, come contro il clan Marotta in Campania per citarne uno. Speriamo che queste non siano le prime avvisaglie di una pericolosa svolta al condono, anziché inasprimento, di questo tipo di reati”, conclude Ravello.

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