La Corte di Appello di Lecce ha rigettato la richiesta di confisca della società Oxo Games s.r.l. e ne ha ordinato il dissequestro.
La società era stata sequestrata perché ritenuta fittiziamente intestata agli attuali titolari delle quote, ma di fatto riconducibile ai fratelli Pasquale, Saverio e Piero De Lorenzis.
Decidendo sull’appello proposto da tutti gli interessati, la Corte d’Appello ha escluso che la suddetta società sia provento o reimpiego di provento di attività illecita.
La Corte ha anche escluso la riconducibilità della Oxo ai fratelli Pasquale, Saverio e Piero De Lorenzis, difesi dagli avv. ti Maria Gabriella Mastrolia, Eustachio Sisto, Ladislao Massari e Francesco Fasano, i quali si sono avvalsi delle consulenze dei dott.ri Cairo, Bellantone e Aiello. I giudici (presidente Adele Ferraro) hanno condiviso le conclusioni della difesa, sulla liceità degli investimenti fatti dalla società. “Pur volendo ritenere che la società fosse riferibile a Saverio e Pasquale – viene riportato nel decreto “non può ritenersi che le risorse utilizzate possano essere illecite, atteso l’espletamento di attività lecitamente condotte”. Secondo gli inquirenti l’azienda era intestata ad prestanome, ma in realtà era riconducibile con le attività di un’altra società: la M.Slot di Racale, che nel 2015, un anno dopo aver subito una interdittiva antimafia, avrebbe ceduto alla stessa 285 apparecchiature da intrattenimento, 12 dispositivi cambiamonete a fronte del pagamento della somma di 141mila euro da corrispondere in 48 rate mensili. Il Tribunale ne aveva disposto la confisca che i giudici d’appello hanno rigettato. I titolari delle quote sono stati assistiti dagli avv.ti Covella e Bonsegna.

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