“Caro Alessandro Tartaglia, siamo un’associazione nata per difendere dignità e diritti dei lavoratori del gioco legale, dignità e diritti che secondo la costituzione dovrebbero essere uguali per tutti, ma così non è, anche a causa di chi, come lei quest’oggi, tratta il settore come un qualcosa di sacrificabile e ne parla senza conoscerlo”. Inizia così la risposta dell’associazione dei lavoratori del gioco legale, Non Siamo Solo Numeri rivolta ad un cittadino pugliese che se la prende con il Presidente Emiliano per aver riaperto il gioco prima delle scuole.

“Innanzitutto la riapertura delle attività legate al gioco è stata predisposta dal DPCM e le Regioni sono tenute ad adeguarsi alle indicazioni riportate nel decreto. Ma soprattutto è davvero incomprensibile il paragone con le scuole, attività con ambiti e caratteristiche totalmente diverse, di più difficile gestione per quanto riguarda il mantenimento delle misure di sicurezza rispetto ad un’attività commerciale, e per altro con gli anni scolastici che si chiudono comunque nel mese di giugno. La realtà è invece un’altra: le nostre attività sono state le ultime tra le attività commerciali ad avere la possibilità di riprendere a lavorare, dopo 3 mesi di enormi, insostenibili sacrifici, ed è questo il paragone che andrebbe fatto, equiparando queste attività a quelle che hanno riaperto prima di noi, pur avendo classi di rischio identiche o anche superiori, mettendo seriamente a rischio il nostro lavoro e la nostra sopravvivenza. C’è poi tutta un’atra questione, che invitiamo ad approfondire, sull’importanza del sistema legale del gioco in Italia, vero e proprio asset per il paese a livello economico, occupazionale e di mantenimento della legalità. No, non sono più i tempi de “La Capa Gira”, proprio perchè oggi il gioco è regolato e controllato dallo Stato, che affida a noi lavoratori la gestione di queste attività, imponendoci delle regole così stringenti, così “pesanti” a livello burocratico, fiscale, legale… che rendono questo settore uno dei più difficili nel quale operare. Noi lo facciamo con professionalità, con onestà, rispettando tutte le regole, e spesso dovendo sopportare ostilità e pregiudizi di chi ha una posizione un po’ moralistica e un po’ disinformata. Speriamo almeno che questa sia un’occasione costruttiva di riflessione e di maggiore approfondimento su una tematica che spesso si tende a banalizzare ma che in realtà è più complessa”.

Queste le parole del cittadino pugliese: “Caro Michele Emiliano, riaprire alle slot (e alle sale giochi) come uno dei primi provvedimenti formali della fase 3 – mentre le scuole sono ancora chiuse – è oltremodo disdicevole. Bari e la Puglia non sono più quelle de “la capa gira”, questo modo di fare la politica è ritenuto ormai largamente inaccettabile, e te ne accorgerai. Intanto noi segniamo assieme al resto. Ci vediamo alle elezioni”.

Per Sapar si tratta di “un paragone insostenibile che non tiene conto della realtà, ovvero che queste attività sono state le ultime a riaprire, con danni incalcolabili. Sempre dalla parte del lavoro e dei lavoratori”.