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(Jamma) – L’evento che lunedì 19 giugno p.v. avrà luogo, dalle ore 14.00, in Milano presso l’Hotel Principe di Savoia, si è arricchito di molti partecipanti, tra i quali i dirigenti apicali dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Parlamentari ed Europarlamentari di maggioranza e opposizione, l’Associazione di rappresentanza dei Ricevitori Sportivi STS-FIT, unitamente agli operatori di settore che hanno creduto nell’opportunità di una sessione di “presentazione e proposta” al territorio di un progetto di gioco lecito “apolitico e serio”.

La delicatezza del momento in cui l’evento si svolgerà è testimoniato dalla recentissima iniziativa della Giunta regionale emiliano-romagnola, alla quale si deve una delibera attuativa della Legge locale, che va ben al di là del già “restrittivo e severo” testo normativo: in luogo di vietare solamente “il nuovo” e interdire i “rinnovi” all’esistente, la Giunta dell’Emilia Romagna ha decreto l’espulsione – entro massimo 12 mesi – di tutte le sale dedicate (VLT e scommesse) dalle aree sensibili, la cui estensione, si ricorda, è la risultante del distanziometro “a 500 metri” da tutti i luoghi di culto, scuole di qualsiasi tipo, centri giovanili, e altro ancora.

Praticamente, in tutto il tessuto “urbano” della regione si assisterà alla scomparsa di quei centri dedicati che, paradossalmente, avrebbero proprio dovuto costituire l’ossatura della nuova rete terrestre di gioco disegnata dal Governo per “accordarsi con gli Enti Locali”. E’ verosimile, pertanto, che le “basi” di detto “accordo” siano lontane dall’essere condivise, persino da un Ente vicino alle posizioni governative, come la Regione Emilia-Romagna.

In un contesto così drammaticamente complesso, dove i prossimi 12 mesi vedranno “la scadenza” del gioco lecito in Emilia Romagna – Piemonte – Liguria (il 45% dell’intero asset di Stato), il settore può fare affidamento solo su stesso, e sulle occasioni in cui riesce a “presentarsi” ai singoli territori (non solo in termini di “soldi fatti spendere”, ma) in termini di impatto economico-sociale-lavorativo che le imprese e le attività insediate coagulano attorno al prodotto gioco-lecito, dando poi una seria disponibilità per la ricerca di una soluzione alle criticità censite dai territori stessi.

Per questo motivo ci si auspica che la partecipazione sia massiva, e che l’incontro di tanti operatori lombardi possa consentire la sollecita organizzazione di un altro evento anche a Bologna, la città che – non con una legge, ma con un atto della Giunta Regionale – è diventata il simbolo di una linea politica di pensiero errata e demagogica: “il gioco lecito come fenomeno criminogeno, assimilabile alla illegalità, tout court incompatibile coi valori civici localmente riconosciuti”.

Essere numerosi a Milano, il prossimo 19 giugno, agevolerà la pronta “sensibilizzazione” del capoluogo Emiliano-Romagnolo, per presentare “a chi la pensa così” quelle migliaia di onesti lavoratori del comparto che “di valori civici” possono offrire ampia testimonianza.

AsTro

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