“A raccontarsi oggi è la ‘Comunità di Sant’Egidio‘, che ci illustra cosa significhi per questi artisti potersi esprimere attraverso l’arte”. E’ quanto scrive l’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli su Facebook.

“Ecco perchè – aggiunge Adm – hanno deciso di partecipare a ‘Disegniamo la fortuna’”: “Nata a Roma nel 1968, la ‘Comunità di Sant’Egidio’ è conosciuta per il suo impegno sociale e religioso, il lavoro per la pace e il dialogo. Diffusa in oltre 70 Paesi è composta da persone di ogni età, nazionalità ed estrazione sociale, che si impegnano gratuitamente per i più poveri: anziani, senza fissa dimora, migranti, malati, carcerati, minori, donne e uomini fragili e in difficoltà. L’impegno di Sant’Egidio con le persone con disabilità, iniziato a Roma negli anni ‘70, si è esteso nel tempo a molte altre città d’Italia e d’Europa, dando avvio a diverse iniziative. I Laboratori d’Arte, in particolare, nascono nel 1985 per rispondere al desiderio di formazione e studio di persone disabili adulte che non avevano avuto la possibilità di percorsi scolastici integrati. In questi luoghi formativi, di apprendimento delle tecniche artistiche, di relazione e comunicazione, la ricerca delle proprie attitudini e potenzialità ha condotto in primo luogo alla possibilità stessa di comunicare (anche attraverso la tecnologia e i mezzi informatici) e inoltre a un processo di appropriazione di codici espressivi e artistici personalizzati. Le persone coinvolte hanno rivelato in modo sempre più evidente una profonda capacità di comprensione della realtà, un proprio giudizio, pensiero e sguardo sul mondo. In una azione complessa di rapporto interpersonale e di amicizia si sono avviati tanti percorsi di liberazione dal pregiudizio, dall’isolamento e dall’esclusione e si è rafforzato un senso di libertà di indagine anche nel fare arte, attraverso l’uso dei diversi mezzi possibili. Dipingere, per questi artisti, non è un atto volontaristico o un intrattenimento, ma l’opportunità di comunicare un universo interiore, spesso misconosciuto, e di suggerire una visione della vita e del mondo più umana, quindi più gioiosa e solidale. Da qui la scelta di definirsi ‘Gli Amici'”.