Associazione AS.TRO
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«A quasi un anno di distanza dall’entrata in vigore, la Legge Regionale del Piemonte continua a produrre effetti distorti rispetto agli obiettivi prefissati».

Così si legge in una nota della associazione AS.TRO che prosegue: «Il distanziometro non risolve le problematiche legate al gioco, anzi, le amplifica: opera esclusivamente come strumento espulsivo per le attività legali insediate sul territorio senza alcun beneficio sistemico.

Nessuna diminuzione nei casi gap censiti dai servizi sanitari è stata registrata, né, tantomeno, cali nella spesa di gioco: tolte le slot legali dai pubblici esercizi, i giocatori si sono riversati su altre offerte legali (è aumentata la raccolta di Gratta&Vinci +11,8%, VLT +8,94%, Bingo di sala +1,69%, Lotto e 10 lotto +10,5%) – e illegali- o si sono spostati verso i territori confinanti che non sono sottoposti a limitazioni spaziali.

A confermarlo oggi è stato un reportage del Corriere della Sera: Piemonte e Liguria hanno leggi diverse sul gioco e così, chi non può giocare sul suolo piemontese, si sposta nella vicina Liguria. E in questo modo nasce il pendolarismo dei giocatori.

Oggi la Liguria, ieri si denunciava la migrazione dei giocatori verso i territori della vicina Lombardia o, addirittura, della confinante Francia con il casinò di Briançon.

Alla luce di questi effetti – che As.Tro denuncia ormai da tempo- sarebbe doveroso una valutazione sull’efficacia della normativa da parte delle Istituzioni piemontesi che non possono continuare a fare finta di niente: il distanziometro non serve, l’approccio proibizionista non funziona.

Se nulla cambia, a perdere saranno solo i cittadini piemontesi, che continueranno a subire le scelte di una politica regionale che, per affrontare il problema del gap, si è affidata ad una risposta intuitiva, priva di riscontro positivo in termini di efficacia, e –cosa peggiore- già smentita in termini di idoneità da tante altre realtà: a confermarlo, recentemente, è stata la perizia del consulente tecnico nominato dal Consiglio di Stato sugli effetti del distanziometro introdotto nella Provincia Autonoma di Bolzano che ha sottolineato come
il divieto introdotto dai distanziometri non farebbe altro che incentivare e assecondare la compulsività dei giocatori patologici e problematici invece di contenere gli effetti del gioco d’azzardo patologico.

Se nulla cambia, a perdere sarà il tessuto economico ed imprenditoriale del Piemonte: le aziende legali di distribuzione e gestione stanno chiudendo e sono costrette a licenziare. Si sta smantellando l’unico presidio di legalità sul territorio ed a beneficiarne sarà solo il circuito illegale e clandestino di gioco.

Se nulla cambia a perdere saranno i soggetti più vulnerabili, quelli affetti da gap, quelli che la normativa regionale intende tutelare e che ogni giorno trovano conferma del fatto che non sono più loro al centro del percorso di tutela creato da di chi li amministra, bensì il loro problema, la cui strumentalizzazione sta portando a risultati peggiori del ‘male’ da sconfiggere».

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