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Lazio. Stop alla apertura di nuove sale da gioco a meno di 500 metri dai luoghi sensibili, ovvero scuole, centri giovanili, luoghi di culto, centri anziani, strutture sanitarie e socio-assistenziali. E’ la misura introdotta dal Consiglio Regionale del Lazio con l’approvazione, il 25 settembre scorso, di un emendamento alla legge semplificazione.

Si tratta di una proposta emendativa a firma del consiglieri del PD Califano, Tidei e Leodori con i quali si intende contrastare il fenomeno della ludopatia e va considerato un naturale proseguimento di quella intesa in Conferenza Unificata raggiunta dal passato Governo. “Sono stati presentati diversi emendamenti sulla stessa identica materia, ovvero con la stessa finalità” fa sapere l’assessore alla Programmazione Economica e Bilancio Alessandra Sartore riferendosi ai lavori del Consiglio. La giunta però ha espresso parere favorevole solo su uno di questi, ritenendo gli altri fossero troppo specifici. “In questa materia- spiega Sartore- c’è stato un grande dialogo con il Governo passato. Il tema è stato trattato per anni e si è raggiunta con grande difficoltà un’intesa tra Governo e Regioni. Non volevo farci impugnare una norma. Peraltro, abbiamo anche noi una legge, che è una legge fatta molto bene, quella sul GAP”. Da qui la’ scelta’ di un emendamento che non aggiunge ‘niente di più’ a quanto previsto da quell’accordo, e sulla quale ha espresso il suo accordo anche l’assessore alle Politiche Sociali Alessandra Troncarelli. Non pienamente soddisfatti invece erano gli esponenti dei Cinque Stelle. “La stessa proposta era già stata fatta in tutte le altre manovre da cinque anni a questa parte ed è sempre stata rigettata senza se e senza ma, dicendo che non si potevano disciplinare le distanze, mentre altre leggi regionali non sono state impugnate” ricorda la consigliera M5S Valentina Corrado. “Oltre al divieto di installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo in locali che si trovano ad una distanza minima di 500 metri da istituti scolastici e via dicendo, nella nostra proposta era previsto un comma aggiuntivo che prevede che i Comuni possono individuare altri luoghi sensibili rispetto a quelli indicati a testimoniare il fatto che l’elencazione non è esaustiva, ma è a titolo esemplificativo. Avevamo previsto anche un incentivo per i titolari di esercizi pubblici che rimuovono slot machine o videolottery o che scelgono di non installarle, con criteri da individuare con apposito regolamento comunale. Questo perché? Perché ci sono Comuni che procedono e vogliono procedere in tal senso, ma i cui regolamenti vengono puntualmente impugnati dai proprietari delle società di slot, perché c’è un vuoto normativo a livello regionale per cui l’impugnativa viene puntualmente vinta da questi imprenditori”.

Di fronte a questo osservazioni, in sede di approvazione dell’emendamento, l’assessore Sartore ha proposto di aggiungere all’emendamento, che poi è stato approvato la parte che consente ai Comuni di “individuare altri luoghi sensibili oltre a quelli previsti , tenendo conto dell’impatto sul territorio della sicurezza urbana, dei problemi connessi con la viabilità, l’inquinamento acustico e il disturbo della quiete pubblica”.

Decisione, quest’ultima, che ha soddisfatto tutti i gruppi consiliari. Le norme saranno in vigore a partire dalla pubblicazione nel Bollettino Regionale.

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