“Con il governo Draghi cambiano i suonatori ma la musica rimane la stessa. Il fatto di accomunarci a parchi divertimento la dice lunga su come il nostro comparto venga percepito. Se c’è una cosa che non piace al Presidente Draghi è buttare soldi al vento. E non dovendo comperare voti, nemmeno gli serve farlo. Infatti il cashback di Stato, che nella penosa bozza di Recovery Plan italiano del governo Conte assorbiva metà delle risorse per l’innovazione della PA, pare abbia le ore contate. Come anche il RDC così come è stato pensato e pagato con i nostri soldi”. Così in una nota Sapar.

“Ma l’onda lunga della demagogica guerra al gioco di Stato del governo a trazione gialla pare reggere anche con il governo Draghi. Con l’ultimo decreto pare che la tendenza a buttare risorse e regalarle alle mafie sia confermata. Siamo ormai alle comiche finali, tenere chiuse le aziende del comparto, anche in regime di zona gialla, anche se non ci sono mai stati casi acclarati di infezioni da Covid, anche se i protocolli di sicurezza sono più stringenti di quelli di bar e ristoranti, anche se le persone per metro quadro sono di gran lunga minori di qualsiasi altra attività produttiva, anche se tenere chiusi noi significa regalare i soldi alla malavita, anche se questo significa perdere 11 miliardi l’anno di mancati introiti, anche se questo significa mettere sul lastrico 150mila lavoratori e relative famiglie.

I ristori non arrivano al 15% del fatturato precedente per le aziende, ma gli affitti arrivano puntuali, i TFR maturano, gli affitti vanno pagati e ormai gli imprenditori a parte i vestiti che indossano hanno venduto tutto quello che possiedono per non chiudere. Hanno chiesto prestiti (dove trovano banche che li vogliano ricevere), ipotecato case e proprietà per poter resistere a questa ondata di ignobile indifferenza dello Stato. Ma la triste realtà è che se la politica non cambia passo alla fine del tunnel la luce che vedremo sarà quella di un frecciarossa.

E’ di queste ore l’interpellanza presentata dall’Onorevole D’attis e a firma degli onorevoli D’Ettore, Ruggieri, Russo Paolo sulla paradossale situazione delle aziende di settore, che in piena pandemia e discriminate degli istituti di credito senza alcun motivo devono far fronte al versamento del PREU.

L’onorevole D’attis in primis, sempre pronto anche in passato all’opposizione e oggi al governo a dare voce alle nostre istanze, gli onorevoli Rosato, Mulè, Pittella, De Bertoldi, Fiorini, Gasparri, Ruggieri insieme a pochi altri sono le uniche voci in controtendenza. Ma può bastare per evitare il disastro?”.