Il mercato degli apparecchi da intrattenimento senza vincita in denaro è fermo da due anni. Senza un correttivo alla norma il 50/60% del parco macchine esistente potrebbe non essere più utilizzabile. E’ quanto denuncia Vanni Ferro (nella foto), presidente di New ASGI.

“La preoccupazione resta ancora quella delle omologhe. Abbiamo superato, anche se con grosse difficoltà, la parte delle autocertificazioni, ci resta ora quella delle omologhe. Siamo molto preoccupati perché con le regole che sono state imposte e con le difficoltà che ci sono temiamo che il 50-60% del parco macchine esistente finisca per essere inutilizzabile. Constatiamo infatti che c’è poco interesse da parte di alcune aziende nell’omologare macchine che oggi sono un po’ datate e vi sono regole che di fatto che non consentono di farlo. Siamo felici che ci sia un tavolo tecnico con ADM, ma confidiamo anche in una modifica della norma. Una proroga da sola non serve a molto, se non a prorogare la malattia. Quello che vogliamo è la cura. Speriamo che i numeri emersi dal censimento degli apparecchi di puro intrattenimento faccia comprendere che servono correttivi alla norma. Il mercato oggi è fermo sia nel campo dell’innovazione che in quello delle vendite. E’ tutto fermo da due anni un po’ a causa della pandemia, un po’ per le norme troppo stringenti”, ha concluso Ferro.

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