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Una fotografia può descrivere, meglio di tante parole, la riuscita dell’evento tenutosi ieri a Milano per affrontare il problema dell’”approccio” degli Enti Territoriali (ed in particolare della Regione Lombardia) sul gioco lecito. Ai 600 di Torino, convenuti il 3 aprile scorso, fanno da contraltare i 700 di Milano che – da tutta la Lombardia – hanno affollato la sala principale dell’Hotel Principe di Savoia.
Centinaia di operatori hanno raccolto un appello alla “riunione” e alla “dimostrazione” della vera ed autentica imprenditorialità che supporta la categoria del gestore, un operatore attento ai problemi della politica dei territori, fondamentale per il presidio di legalità nei pubblici esercizi, convinto di non meritare l’azzeramento aziendale decretato dai distanziometri, dalle restrizioni orarie, dalla “eccentriche” proposte di riordino, fiero di una esperienza aziendale con anni e spesso decenni di storia.
AS.TRO rivolge pertanto un corale e sentito ringraziamento
– a tutti gli organizzatori, che, al di là della rispettiva appartenenza associativa, hanno profuso tanto impegno per allestire l’evento e sensibilizzare alla partecipazione,
– allo staff creato per l’occasione, che ha curato ogni dettaglio della manifestazione,
– all’associazione STS,
– a tutti i relatori,
– alle centinaia di operatori che, senza distinzione di “bandiera” associativa sono intervenuti per testimoniare l’esistenza di una categoria che sa scegliere i contesti e i modi giusti per far ascoltare le proprie proposte,
– a MARIO NEGRO, persona unica grazie alla quale “un importante pezzo di cuore e di passione per il settore”  trova sempre una lucida e seria espressione.

L’evento è riuscito perché  ha raggiunto il suo scopo di primo vero passo verso un “laboratorio” tra imprese – territori – Agenzia delle Dogane, a cui affidare quella “intesa” tra gioco lecito ed Enti locali, sino ad ora perseguita senza successo, e con errati presupposti, dal Governo.

Riduzione orizzontale dell’offerta di gioco complessiva (e non sulle awp), formazione, regole per la gestione dell’utenza a rischio (in sinergia con le Istituzioni locali), limitazione stringente della pubblicità, sono il “terreno culturale condiviso” che sempre più accumuna i “politici dei territori” con gli operatori del gioco legale, senza distinzioni di “appartenenza associativa”, e che per la prima volta, ieri, ha evocato “Il protocollo di intesa” come il futuro prossimo dei rapporti tra aziende e Istituzioni locali.

Grazie a tutti

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