La chiusura degli esercizi pubblici come bar, pub, sale giochi dalle 18.00 alle 6.00 del mattino, disposta dalla Regione Lombardia come misura di prevenzione “va ad incidere su una situazione economica già difficile per migliaia di imprese“.

Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, in una intervista ala Corriere dellla Sera, commenta le disposizioni dell’ordinanza regionale. “E’ fondamentale che anche queste imprese rientrino nel sostegno eccezionale che sta mettendo in campo l’esecutivo. Resta un pò difficile da comprendere perchè dopo le 18.00 si alzi il rischio contagio. Ma in questa fase è necessario attenersi alle disposizioni decise dalle autorià competenti”.

In Lombardia, l’ordinanza del presidente Fontana, azzera completamente, in molti casi, l’attività dei punti di gioco e sale giochi, in considerazione delle regolamentazioni già vigenti che impongono limiti orari alle attività di gioco legale, come nel caso del Comune di Milano.

Per Sangalli sono necessarie misure eccezionali. “E’ fondamentale prevedere una indennità anche per i lavoratori autonomi”. Secondo il presidemnte di Confcommercio da ieri i ristoranti registrano una flessione del 50%.

“Abbiamo chiesto celerità e chiarezza sulla gestione dei rapporti di lavoro”, ha spiegato invece Guido Lazzarelli, responsabile welfare e lavoro di Confcommercio, a sintetizzare così le richieste rivolte nell’incontro al ministero del Lavoro per la gestione dell’emergenza corona virus. Tra le richieste “in particolare la sospensione dei premi assicurativi come già avvenuto per eventi sismici del passato, la previsione di sostegno anche ai lavoratori autonomi e l’estensione delle previsioni delle causale del fondo di integrazione salariale anche alle imprese non comprese nelle sfera disapplicazione della legge. Tra le richieste anche la cassa in deroga per imprese soprattutto commerciali” conclude.