“Cara/o collega, in questi giorni convulsi in cui il Governo ha voluto riconoscerci un ruolo sociale importante, comprendo tuttavia che molti di voi siano preoccupati per la propria salute e per quella dei propri cari. Non sempre è facile trovare l’equilibrio tra le esigenze di tutti. Quando il premier Conte nella serata dell’11 marzo scorso ha annunciato la chiusura di tutti i negozi, salve poche eccezioni, siamo stati subissati di messaggi e telefonate di chi voleva chiudere e di chi voleva stare aperto.

Immaginando che lo Stato, di cui – non dimentichiamo – siamo concessionari e rete di vendita, avrebbe voluto il nostro contributo, avevamo chiesto la facoltà di scegliere se restare aperti. Anche così chi voleva chiudere non era stato comunque contento.

Quando si rappresentano tante aziende, tante esigenze, tanti territori, occorre trovare soluzioni che tengano conto di tutti anche di coloro che per scadenze imminenti vogliono stare aperti e di chi per comprensibile timore vuole chiudere.

In questi giorni, preso atto della decisione del Governo, abbiamo avviato uno stretto confronto con ADM, concordando le linee e le casistiche per agevolare la chiusura degli esercizi anche in deroga alle ordinarie modalità.

Di seguito trovi due moduli che possono agevolarti nel disbrigo della parte burocratica.

Uno è per il caso più infausto di contagio del titolare o di altro addetto presso la tabaccheria con conseguente obbligo di quarantena disposto dall’autorità sanitaria.

L’altro invece contempla varie casistiche che comportano l’impossibilità del titolare di gestire la tabaccheria.

In particolare ci riferiamo:

– al caso di persone anziane o che siano affette da patologie croniche o in stato di immunodepressione, cioè soggetti particolarmente a rischio;
– a soggetti che accusano infezioni respiratorie o febbre superiore a 37.5° che il DPCM invita a restare a casa.

Inoltre, lo stesso modulo può essere usato per comunicare che il locale sede della rivendita non consente per ragioni strutturali di assicurare la distanza interpersonale di un metro stabilita dalle vigenti disposizioni.

Se ricadi in una delle due casistiche di cui ai punti 1 e 2, Ti ricordo di allegare la documentazione necessaria. Per il caso di cui al punto 2, senti il tuo medico curante per il certificato che manderai poi con il modulo all’ADM del tuo territorio per fax o posta elettronica.

Per ottemperare a quanto prescritto dai vari Decreti di questi ultimi giorni che invitano il personale dipendente ove possibile a lavorare da casa, abbiamo lasciato dei presidi presso la sede centrale e dotato tutti i dipendenti della Federazione di soluzioni tecnologiche per poter continuare ad essere operativi.

Ti ricordo a tal proposito che i nostri funzionari sono disponibili per gli eventuali chiarimenti contattandoli ai numeri di cellulare che ti abbiamo mandato via sms.

Non sarà facile per la categoria e per il Paese superare questo momento. Il mio impegno personale e di tutta la struttura della Federazione è quello di stare al vostro fianco e di cercare di ottenere dal Governo quanti più aiuti possibili per ripartire tutti assieme alla fine dell’emergenza.

Un caloroso ideale abbraccio a tutti voi!”.

Giovanni Risso
Presidente Nazionale FIT

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